Il nostro Festival Grito de Mujer 2026 (Grido di Donna-Woman Scream) si è tenuto presso la sede dell'associazione culturale Progetto 7LUNE, con sede a Mestre, Venezia, Italia. Questa tappa è stata dedicata al tema delle donne migranti con il titolo Donne al confine.
Lo spettacolo è iniziato con il monologo teatrale La expatriada, interpretato dall'attrice romana Carla Bertollini e scritto da Silvia Favaretto, una messa in scena che ha aperto lo spazio all'emozione e alla riflessione.
La presidente di Progetto 7LUNE ha presentato il Festival, spiegandone la missione internazionale e menzionando il Movimento Donne Poete Internazionale MPI e Jael Uribe, fondatrice nella Repubblica Dominicana.
Durante la giornata è stato proiettato un frammento del documentario su Las Patronas del Messico, rendendo visibile la solidarietà femminile oltre i confini. La scrittrice e docente Lucia Guidorizzi ha tenuto una conferenza sulle donne migranti nella mitologia e nella storia culturale antica, apportando profondità storica e simbolica all'incontro.
Successivamente è stata inaugurata la mostra di pittura con la partecipazione degli artisti Marino Corbetti, Barbara Gnan, Caterina Militano, Nadia Vesco e Cecilia Brianese.
La serata si è conclusa con nuove letture di Carla Bertollini e l'apertura del Reading Poetico, con la partecipazione di Maria Concetta Bevagna, Caterina Pizzolo e altre voci invitate, riaffermando che l'arte e la parola sono ponti tra territori e memorie.
Il Festival Grido di Donna 2026 si svolge all'insegna del motto Senza Frontiere, dedicato alle donne e alle bambine immigrate nel mondo, e si realizza con eventi in 28 paesi, unendo voci e volontà in un'unica causa globale.
Il Movimento Donne Poete Internazionale (MPI, Inc.) annuncia la celebrazione della 16ª edizione del Festival Internazionale Grido di Donna (Woman Scream – Grito de Mujer), sotto il motto “Senza Frontiere”. Questo evento globale si terrà durante tutto il mese di marzo 2026, dal 1° al 31, per rendere omaggio alla resilienza, alla lotta e al contributo delle donne e delle bambine migranti in tutto il mondo.
Nato nella Repubblica Dominicana, il Festival Grido di Donna si è consolidato come una piattaforma internazionale di visibilità e sensibilizzazione. Per il quinto anno consecutivo, il festival fa parte delle iniziative di Generazione Uguaglianza di ONU Donne e conta sul sostegno della Commissione Interamericana delle Donne (CIM/OEA). Durante i 31 giorni del mese, si svilupperà un ampio calendario di attività culturali che includono conferenze, recital poetici, performance, musica, corsi e workshop, tra le altre manifestazioni artistiche.
L'edizione 2026 vedrà la partecipazione solidale di rappresentanti nei seguenti paesi: Repubblica Dominicana, Spagna, Messico, Argentina, Stati Uniti, Porto Rico, Colombia, Venezuela, Costa Rica, Nicaragua, Guatemala, Cile, Honduras, Uruguay, Ecuador, Perù, El Salvador, Cuba, Portogallo, Brasile, Italia, Canada, Marocco, Francia, Svizzera, Lussemburgo, Australia e Serbia.
Questo festival mira ad amplificare le voci delle donne e delle bambine migranti, sensibilizzando l'opinione pubblica sulle loro sfide e riconoscendo la loro forza. Attraverso l'arte e la cultura, Grido di Donna promuove un messaggio di unità e rispetto dei diritti umani che trascende ogni confine geografico.
Per ulteriori dettagli sugli eventi specifici e per consultare il calendario aggiornato delle attività, il pubblico è invitato a visitare il sito ufficiale del festival: www.womanscream.com.
Unisciti alla causa! Con il tema “Senza Frontiere”, la 16ª edizione del Festival Internazionale Grito di Donna (Woman Scream) prende il via con un omaggio speciale alla resilienza, alle lotte e ai contributi delle donne e ragazze migranti in tutto il mondo.
Invitiamo persone solidali, artisti, collettivi, istituzioni e operatori culturali di qualsiasi paese a partecipare come coordinatori volontari, organizzando attività artistiche, culturali o educative in linea con la causa e nel rispetto delle linee guida stabilite.
La catena globale di eventi Grito di Donna fa parte delle iniziative Generazione Uguaglianza di ONU Donne e della Commissione Interamericana delle Donne (CIM-OEA). L’obiettivo è amplificare, attraverso l’arte e la parola, un messaggio di resilienza, speranza e giustizia contro ogni forma di violenza sulle donne e le ragazze.
Dal 2011, migliaia di persone si sono unite a questo movimento, creando quella che oggi è riconosciuta come una potente rete di voci a sostegno di una causa fondamentale.
Vuoi partecipare come coordinatore/trice volontario/a nella tua città o paese?
Richiedi le linee guida compilando il modulo di contatto.
Scadenza per la candidatura: 15 febbraio 2026
Lascia che la tua voce superi i confini. Unisciti al grido!
L’unione fa la forza, è un antico detto popolare italiano che in questo caso glorifica il lavoro di squadra, la forza della collaborazione che costruisce la forza della comunità per migliorare la relazione con se stesso e con l’altro. Vicini o lontani, per esporre ed estendere la nostra consapevolezza, la nostra coscienza.
Ci vuole una comunità per crescere un bambino: questo proverbio africano potrebbe essere un detto ancora più appropriato e calzante per descrivere il potere della collettività e della piattaforma Woman Scream. Il tema della quindicesima edizione del festival globale Woman Scream (Grido di Donna) di quest’anno si concentra infatti sul tema del matrimonio infantile. Il suo titolo: Non è un Gioco, ci ricorda che il matrimonio infantile è ancora una realtà. Ci ricorda che in molte parti del mondo la parola bambino descrive una dura condizione fisica/psicologica di sofferenza spesso dimenticata. I diritti dei bambini, il loro diritto alla libertà, alla scelta, il diritto al loro corpo, al loro benessere, alla loro vita: i diritti dei bambini sono la base e il pilastro di ogni società sana.
È attorno a questo tema che la città di Dolcedo e la costellazione dei suoi villaggi circostanti si sono riuniti in solidarietà con ciò che la scrittrice femminista Bernardine Evaristo definisce ragazze, donne, altro. Gli eventi di comunità sono essenziali per interconnettere nuove visioni di giustizia e amore verso cui c'è ancora molto lavoro da fare.
Il 30 marzo, in chiusura del mese delle donne, Anja Steinhauer, Claudi Piripippi, Eva Onnen-Saelens, Eva Raabe-Lindenblatt, Giovanna Lupi, Ivana Lupi, Laura Maineri, MariaLaura Di Persio, Piera Benza, Pierangela Fierro, Rossana Rubino, Silvana Morano e Stefania Bosi hanno esposto le loro opere. Alcune ispirate perché arrabbiate per la brutalità che i bambini subiscono ancora, altre persino creando nuove opere sensibili al tema. Un tema difficile questo, che tocca profondamente l'emotività, la coscienza dell'immaginario femminile di tutte le età.
Ritratti di bambini, spine e rose, Madonne e spose di diverso genere. Tutte perfettamente inserite nello spazio, come se l'antico forno le chiamasse, o viceversa, le opere aspirassero al forno, per accoglierle come avveniva con le donne che un tempo cuocevano la scorta mensile di pane.
Acquarello, acrilici, carboncino, collage, cartapesta, riciclaggio, oggetti trovati, tessuti, media basati sul tempo, pittura e scrittura, poesia e collage, scultura e performance, video e installazione, questa volta generi, tecniche, materiali e mezzi diversi hanno rappresentato diversi punti di vista, sensibilità e interpretazioni. Eppure tutti erano presenti e contribuivano con qualcosa.Se non con l'arte, allora con la creazione di deliziosi cibi fatti in casa, dolci e salati: torte, biscotti, brownies, pizza, focaccia, frittata. Bariste improvvisate preparavano drink e Spritz. Adolescenti, di mezza età, anziane— donne, che allestivano, decoravano, offrivano un banchetto festoso ma consapevole.
Per non parlare di tutti i bellissimi fiori donati dai produttori agricoli locali: bouquet di ranuncoli colorati, di calle, composizioni di fiori di Cipolle e Boragine selvatiche con foglie di Alloro e rosmarino.
Quest'anno anche il DJ Nilo è venuto con tutta la sua attrezzatura rendendo l'evento ancora più memorabile con la musica, mentre il fotografo Angelo ha offerto le sue abilità come paparazzo, e Franco con Natalino e Giorgio come tecnici. Tutto è stato amorevolmente supervisionato da Monica Orengo (presidentessa dell'associazione culturale di Dolcedo U caso Novu) che ha tenuto un bellissimo discorso introduttivo, assicurandosi che ogni aspetto fosse curato.
In attesa del giorno, l'intera città era tappezzata di volantini promozionali di WS che Michel ha così generosamente stampato. Ogni angolo della Val Prino ne esponeva uno, con ristoranti e bar che ne volevano di più per sostenere l'evento a modo loro.
Così abbiamo iniziato a incontrarci alle ore 15:00, sole e aria primaverile, il tempo e la Terra che tenevano l'evento insieme a noi. L'interno e l'esterno dell'antico forno del pane comunale di Dolcedo erano animati da attività, persone che contribuivano con qualcosa, formavano comunità, venendo a festeggiare, ad incontrarsi, per sostenere, per imparare ma anche per trarre beneficio dalla causa.
Il pomeriggio è proseguito con una video performance (Claudi Piripippi), seguita dalla lettura di una storia che racconta il matrimonio straziante di una bambina (testo scritto da Ivana Lupi e magistralmente letto da Giovanna di Bellissimi), seguita da Rete Interattiva, un'installazione partecipata che prevede la tessitura di una rete poetica di simboli (Anja Steinhauer ed Eva Onnen-Saelens). Il brusio è durato fino alle 19:30.
La mostra sarà estesa per un altro weekend. Grazie Woman Scream per questa opportunità.
Festival Grito de Mujer 2025 (Grido di Donna): Venezia presente!
Nell'ambito del Festival Internazionale Grito de Mujer 2025 (Grido di Donna), la città di Venezia ha aderito a questa importante celebrazione con un evento speciale presso la sede dell'Associazione Culturale Progetto 7LUNE.
Sotto la direzione della sua presidente, Silvia Favaretto, e in compagnia di rinomate scrittrici e artiste come Lucia Guidorizzi, Marina Rota, Carla Bertollini, Maria Concetta Bevagna e Nadia Vesco, si è vissuto un pomeriggio arricchente, pieno di poesia, storia e arte.
L'incontro è stato dedicato alle Donne di Luce, rendendo omaggio a figure emblematiche come Amalia Guglielminetti ed Eleonora Duse, così come ad altre donne illustri della storia e della mitologia. Inoltre, è stata presentata un'esposizione di illustrazioni ispirate agli esseri femminili di luce del Voodoo, e si sono condivise letture di poesie in un ambiente di riflessione e sorellanza.
Ancora una volta, Progetto 7LUNE ribadisce il suo impegno con il Movimento Mujeres Poetas Internacional (MPI), unendosi al Festival Grito de Mujer a Venezia e portando al pubblico italiano il messaggio di arte, memoria e resistenza femminile.
Bando di Partecipazione: Festival Grito de Mujer per la Coordinazione di Eventi
Sei pronto/a a fare una dichiarazione potente attraverso la tua arte? Il Festival Grito de Mujer riapre le sue porte a persone, gruppi e istituzioni solidali di tutto il mondo interessati a unirsi come coordinatori volontari in città non partecipanti. Questa è la tua occasione per organizzare eventi culturali nella tua città durante il mese di marzo 2025 e diventare parte di una potente catena globale che, questa volta, promuoverà un messaggio di solidarietà a favore delle bambine di tutto il mondo.
La 15ª edizione del festival sarà dedicata al tema del matrimonio infantile, con il motto: "Non è un gioco". La tua partecipazione non solo darà visibilità a questa problematica urgente, ma rafforzerà anche un impegno verso l’uguaglianza e i diritti dei bambini.
Riconosciuto per il quarto anno consecutivo come parte dei progetti di Generazione Uguaglianza di ONU Donne e della Commissione Interamericana delle Donne (CIM/OAS), questo movimento ha bisogno della tua creatività, dedizione e passione per portare il suo messaggio di speranza ancora più lontano.
A marzo 2025, la causa Grito de Mujer® celebrerà 15 anni dal lancio della sua prima catena mondiale di eventi culturali simultanei in oltre 30 paesi. La missione del festival è promuovere messaggi di autostima, rispetto e tolleranza zero verso la violenza contro donne e bambine attraverso l’arte. Dal 2011, questo festival a vocazione sociale ha ricevuto il sostegno di migliaia di persone e centinaia di gruppi e istituzioni che, altruisticamente, sono diventati l’eco del suo messaggio in favore di chi ha subito ogni forma di abuso. Arte, educazione e attivismo vanno di pari passo, sensibilizzando in modo creativo la popolazione generale in uno sforzo comune, ispiratore e senza confini. Fino ad oggi, sono stati realizzati più di 2.000 eventi in circa 70 paesi.
Per maggiori informazioni su Grito de Mujer, si consiglia di visitare la sezione delle domande frequenti sul sito www.gritodemujer.com. Per richiedere le linee guida per coordinatori volontari in città non partecipanti, contatta direttamente il team organizzativo tramite il menu “Contatti”. Questo bando scade il 15 febbraio 2025.
Unisciti a noi e trasforma la tua arte in un atto di cambiamento!
Il 10 Marzo — nonostante giorni di pioggia torrenziale, cupe previsioni meteo e una tempestiva grandinata, ci siamo riunite lo stesso. Questa magia ha aperto le scure nuvole in una finestra di cielo azzurro e soleggiato! È stato piacevolmente potente: un evento meraviglioso. Nonostante il tempo freddo e umido, più di 50 persone, provenienti dai dintorni della Val Prino e dalla Provincia d’Imperia, hanno partecipato all’evento e l'hanno amato dal cuore. Siamo felicissime e orgogliose di aver preso parte al Woman Scream Festival che ci ha dato l'opportunità di riunirci e sostenerci a vicenda in modo creativo.
L'evento è iniziato con: ll Vaso di Pandora ovvero il femminile come agente di trasformazione, uno spettacolo sperimentale teatrale interattivo della durata di un'ora seguito dall'inaugurazione ufficiale della mostra e da un aperitivo in cui ci siamo convivialmente incontrati e scambiati.
Artiste e donne creative — Anja Steinhauer, Carla Guglieri, Claudi Piripippi, Delia Kunze, Elena Spadola, Lauretta Dal Cin, Mary Kunda Albanese, Monica Orengo, Pierangela Fierro, Rosanna Binaggia, Rossana Rubino, Ursula Steiner — insieme alla favolosa associazione culturale Dolcedo U Casô Növu e il Comune con la Comunità di Dolcedo — hanno animato l'area dell'antico forno del pane con arte, cibo e musica. La gente ha avuto modo di confrontarsi con diverse forme di espressione creativa: ceramica, fotografia, installazione, pittura, scultura, tessile, teatro e video. Ognuno ha portato qualcosa di speciale per l'occasione, da una torta fatta in casa alle sue straordinarie capacità organizzative.
Un'intera squadra di volontari ha contribuito alla riuscita dell'evento svolgendo una serie infinita di compiti dietro le quinte che ogni evento (non importa quanto grande o piccolo) richiede: dalla stampa di locandine e volantini, alla preparazione dell'aperitivo, all'allestimento del buffet, al servire deliziosi spuntini, alla raccolta di bellissimi fiori, alla realizzazione di mazzi di fiori e composizioni decorative, a documentare con foto e video, a pulire e mettere in ordine (prima e dopo), a sollevare, spostare, muovere oggetti, aiutare con gli aspetti tecnici prestando attrezzature e competenze tecniche, comunicare con i social media e PR, sistemare i gazebo: in altre parole una comunità che si abilita a portare e condividere le proprie conoscenze e abilità uniche, se non solo il loro buon umore e la loro energia!
È stato davvero uno sforzo collaborativo a tutto tondo, un’esperienza arricchente, nutriente, che a volte ci ha messo alla prova ma che ci ha reso orgogliose e più consapevoli.
Grido di Donna (Woman Scream) Dolcedo 2024 è stato un evento creativo che ha ci ha fatto crescere in comunità!
Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) parte delle iniziative delle Coalizioni per la Generazione Uguaglianza a opera di UNWomen, creerà una catena globale simultanea di eventi nel mese di marzo 2024. Il tema del prossimo anno sarà sotto lo slogan "La mia arte è il mio grido", onorerà coloro che, attraverso il loro lavoro, arte e solidarietà, hanno donato il proprio talento per farsi portavoce degli abusati; bandiera che sventolerà per tutto il mese di marzo in diversi Paesi, onorando l’altruismo e la dedizione di questi eroi ed eroine della causa.
La quattordicesima edizione del Festival Grido di Donna di marzo 2024, avrà più di trenta paesi del 1°. al 31 marzo 2024, tra cui: Repubblica Dominicana, Spagna, Messico, Argentina, Stati Uniti, Porto Rico, Colombia, Venezuela, Panama, Nicaragua, Costa Rica, Guatemala, Cile, Uruguay, Ecuador, Perù, Portogallo, Brasile , Italia, Canada, Francia, Svizzera, Benin, Malesia, Marocco, Egitto, Lussemburgo, Nigeria, Algeria, Sud Africa, Mozambico, Australia, India, Serbia, Capo Verde, China e Inghilterra.
Grito de Mujer (Grido di Donna) è una catena internazionale annuale di eventi culturali per tutto il mese di marzo che riunisce tutte le arti e unisce le voci di tutto il mondo contro la violenza femminile. Il festival è nato nella Repubblica Dominicana e si è diffuso in diversi paesi, grazie all'aiuto di gruppi di volontari. Grito de Mujer ha celebrato oltre 2.000 eventi in diverse lingue, in circa 70 paesi.
La mia arte è il mio grido” è il motto che contraddistinguerà il Festival Internazionale Grito de Mujer (Grido di Donna) che nel prossimo marzo celebrerà, in vari paesi del mondo, l’altruismo e la dedizione di donne che hanno preso una posizione ferma davanti a ostacoli e ristrettezze mentali, eroine schierate in battaglia su vari fronti: ideologici, ambientali, politici e sociali. Come ogni anno, l’associazione culturale Progetto 7LUNE realizzerà uno degli appuntamenti del Festival presso la sua sede di Quartiere Aretusa 61 a Mestre (VE) concentrandosi sulla figura dell’eroina nell’arte, nella storia e nella scienza, attraverso presentazione di testi, esposizioni di dipinti, interpretazioni teatrali e conferenze. L’evento sarà condotto da Silvia Favaretto e Lucia Guidorizzi, con una performance teatrale di Carla Bertollini. Venerdì 1 marzo alle ore 17,30. Posti limitati, entrata gratuita, prenotazione obbligatoria a: info7lune@gmail.com
Progetto 7LUNE
———
Grito de Mujer 2024 en Venecia, Italia 🇮🇹 se prepara @gridodidonna gracias a nuestras hermanas de @progetto_7lune y @silviafavaretto77
Próximamente el calendario y la lista de ciudades en países participantes.
Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) farà parte delle iniziative delle Coalizioni di Azioni per la “Generation Equality” Generazione Uguaglianza a opera di UNWomen quindi, per la prossima sessione del festival di marzo 2024, la quattordicesima edizione, sede del festival, estende un invito a tutte le istituzioni, gruppi e artisti che lo desiderano entrare a far parte del team come coordinatori estende un invito a tutte le istituzioni, gruppi e
artisti che lo desiderano entrare volontariamente a far parte del team
come coordinatori volontari di eventi culturali. di eventi culturali.
Grido di Donna creerà una catena globale simultanea di eventi nel mese di marzo 2024. Il tema del prossimo anno sarà sotto lo slogan "La mia arte è il mio grido", onorerà coloro che, attraverso il loro lavoro, arte e solidarietà, hanno donato il proprio talento per farsi portavoce degli abusati; bandiera che sventolerà per tutto il mese di marzo in diversi Paesi, onorando l’altruismo e la dedizione di questi eroi ed eroine della causa.
Se sei interessato a far parte di Grido di Donna 2024: "La mia arte è il mio grido", contattaci dal menu della nostra pagina web www.gritodemujer.com Le proposte pervenute dovrebbero rappresentare il tema e la mission del festival. Per essere considerati, è necessario leggere, accettare e rispettare le nostre semplici linee guida ufficiali prima dell'accettazione.
Aggiungeremo le sedi accettate e i dettagli del programma fino al 15 febbraio 2024, dopodiché il bando sarà chiuso e il calendario completo sarà reso pubblico. Dettagli futuri saranno pubblicati sui Social Network e sulle pagine del festival.
----
Grito de Mujer (Grido di Donna) è una catena internazionale annuale di eventi culturali per tutto il mese di marzo che riunisce tutte le arti e unisce le voci di tutto il mondo contro la violenza femminile. Il festival è nato nella Repubblica Dominicana e si è diffuso in diversi paesi, grazie all'aiuto di gruppi di volontari. Grito de Mujer ha celebrato oltre 2.000 eventi in diverse lingue, in circa 70 paesi.
Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) farà parte delle iniziative delle Coalizioni di Azioni per la Generation Equality a opera di UN Women quindi, per la prossima sessione del festival di marzo 2023, la tredicesima edizione, sede del festival, estende un invito a tutte le istituzioni, gruppi e artisti che lo desiderano entrare volontariamente a far parte del team come coordinatori volontari di eventi culturali. Grido di Donna creerà una catena globale simultanea di eventi nel mese di marzo 2023. Il tema del prossimo anno sarà sotto lo slogan "Madre della Terra", un omaggio alle donne di campagna e ai loro diritti e un omaggio alle centinaia di attiviste che hanno sollevato le loro voci, subito maltrattamenti e perso la vita difendendo i diritti ambientali.
Se sei interessato a far parte di Grido di Donna 2023: "Madre della tierra", contattaci dal menu della nostra pagina web www.gritodemujer.com Le proposte pervenute dovrebbero rappresentare il tema e la mission del festival. Per essere considerati, è necessario leggere, accettare e rispettare le nostre semplici linee guida ufficiali prima dell'accettazione.
Aggiungeremo le sedi accettate e i dettagli del programma fino al 12 febbraio 2023, dopodiché il bando sarà chiuso e il calendario completo sarà reso pubblico. Dettagli futuri saranno pubblicati sui Social Network e sulle pagine del festival.
----
Grito de Mujer (Grido di Donna) è una catena internazionale annuale di eventi culturali per tutto il mese di marzo che riunisce tutte le arti e unisce le voci di tutto il mondo contro la violenza femminile. Il festival è nato nella Repubblica Dominicana e si è diffuso in diversi paesi, grazie all'aiuto di gruppi di volontari. Grito de Mujer ha celebrato oltre 1.000 eventi in diverse lingue, in circa 70 paesi.
Intervista alla scrittrice e presidentessa fondatrice del Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), Jael Uribe.
Rossi Er.
“È gratificante incontrare persone positive, gentili, amorevoli e sensibili, con grandi qualità umane, che stanno lavorando duramente nel creare un mondo migliore attraverso le loro azioni.” Jael Uribe
Cari lettori e followers, condivido con voi l'intervista fatta alla scrittrice domenicana Jael Uribe, CEO fondatrice del Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), pubblicista, designer e poetessa. Ha conseguito un Master in Graphic and Editorial Design, è presidentessa dell Movimento Mujeres Poetas Internacional (MPI) Inc. e vincitrice, tra gli altri, del Premio Vicente Rodríguez-Nietzsche 2017.
Attraverso Movimento Mujeres Poetas Internacional (MPI) Inc. viene svolto un lavoro fondamentale per esortare e supportare le donne nel creare il proprio spazio produttivo, che realizza un cambiamento concreto nel mondo attraverso l'arte, nelle sue diverse manifestazioni, aiutando a ricostruire la propria autostima, valorizzando l'essenza del proprio essere.
Benvenuti/e a questo spazio informativo e culturale!
Rossi Er: Se ti chiedessi di definire la tua filosofia di vita in una frase, quale sarebbe?
Jael Uribe: "Chi ha detto paura?", come la canzone di Raúl Marrero. Mi piace ascoltarla quando sto per iniziare un nuovo progetto, per ricordare a me stessa che non devo lasciarmi intimidire da nessuna circostanza e che non devo temere il fallimento. L'importante è provarci. Rossi Er: quale libro ti ha colpito o ti ha toccato l'anima in modo speciale?
Jael Uribe: “Los Miserables”, di Víctor Hugo. Niente ha toccato la mia anima più della fame e della miseria umana.
Rossi Er: Da molti decenni si lavora duramente per i diritti delle donne. Pensa che siano stati compiuti progressi significativi, in vari campi, oggi?
Jael Uribe: Certo. Guarda per esempio la partecipazione attiva che le donne stanno avendo recentemente nella NASA, con missioni su Marte e sulla Luna. Guarda l'ascesa dei personaggi interpretati da donne nell'industria cinematografica o la crescita dei movimenti per i diritti delle donne in tutto il mondo. E come abbiamo rafforzato la nostra voce e spinto per un certo riconoscimento ottenuto negli anni, in opposizione alla nostra controparte maschile, ora ci sono molte strade che dobbiamo percorrere e molti più risultati da raggiungere. È importante ottenere un’inclusione maggiore delle donne in tutte gli ambiti, in tutti gli strati della società. Dobbiamo essere lì per il nostro talento, non per una quota rosa.
Rossi Er: Parlando di attualità, sembra che, a causa della Pandemia, l'oralità stia prendendo forza sia nella poesia che in altre manifestazioni artistiche. Crede che stiamo acquisendo maggiore consapevolezza e responsabilità riguardo al potere della parola?
Jael Uribe: Sulla scia della pandemia, ciò che abbiamo ottenuto è stato enorme. Ci siamo risvegliati. L'aver potuto avere un'audience digitale in tutti questi mesi, ci ha permesso di riconoscere la grande responsabilità che hanno quelli che tra noi si occupano di comunicare qualsiasi tipo di messaggio. Grazie alla parola tanto si può costruire così come distruggere. Vi è una grandissima responsabilità sociale.
È incredibile come ci siamo reinventati, quanto le arti siano venute alla ribalta attraverso i media digitali e quanto sia importante il loro contributo all'intrattenimento in tempi di reclusione. Penso che le persone abbiano capito che le arti non sono un investimento inutile e che grazie al potere intrinseco della parola si possa portare incoraggiamento e messaggi di speranza alle comunità.
Speriamo che questa non sia solo una “moda passeggera”, ma si continui a tener conto del contributo dei diversi rami della cultura, come strumento di comunicazione diretta con le masse.
Rossi: Il festival “Grito de mujer” è un evento estremamente importante che oggi unisce le voci di migliaia di donne in tutto il mondo. Raccontaci qualcosa. In che anno è stata fondata e qual’è l'obiettivo principale che ne ha motivato la creazione?
Jael Uribe: Il “Festival Grito de Mujer” è stato fondato nel 2010 e ha iniziato i suoi primi passi nel marzo 2011. All'inizio è stato creato come piattaforma per evidenziare i testi femminili e poi è diventato un punto di riferimento per tutte quelle voci di artisti/e interessati/e nell'aggiungere il loro talento per sensibilizzare la società sul tema della violenza contro le donne, un'epidemia che purtroppo ha iniziato a diventare una pandemia fin da subito.
L'obiettivo di Grito de Mujer “Grido di Donna” è creare, per tutto il mese di marzo, una catena mondiale di eventi di solidarietà con una missione sociale, che porti messaggi di speranza, rispetto e autostima alle donne che affrontano la violenza o che sono uscite da questo flagello che ci riguarda seriamente come società.
Rossi: Quali sono i nuovi progetti per il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) ?
Jael Uribe: Attualmente, la novità è stata la nostra modalità virtuale a causa della pandemia, come mezzo per raggiungere più persone attraverso i social network. In questo stesso contesto abbiamo inserito per la prima volta un festival di cortometraggi perché crediamo che un'immagine, un suono, una parola abbiano molto potere di risvegliare le coscienze.
Rossi Er: Qual è il risultato o la soddisfazione più grande durante il tuo viaggio per il mondo a favore dei diritti delle donne?
Jael Uribe: aver saputo unire le voci di migliaia di uomini e donne in più di 70 paesi e unirle in una causa lontana dalla concorrenza e dall'individualismo nel perseguimento di un obiettivo che ci trascende come persone e ci esalta come esseri umani coscienti.
Rossi Er: L'arte nelle sue varie manifestazioni è una piattaforma che può portare a un cambiamento significativo per le donne?
Jael Uribe: Lo è e lo stiamo ottenendo. Le donne hanno avuto potere negli ultimi anni conducendo iniziative come la nostra perché si sono rese conto che che siamo necessarie.
Rossi: Qual è il tuo autore preferito o il riferimento della tua vita che ammiri?
Jael Uribe: Non ho nessun autore/autrice preferito/a. Ogni giorno scopro autori/autrici sempre migliori e trovo difficile scegliere da che parte stare. Tuttavia, devo ammettere che ammiro e prendo come punto di riferimento per la vita tutte quelle persone che sono risorte, nonostante le situazioni avverse, e hanno realizzato i loro sogni. Ammiro quelle persone che, come me, hanno visto la faccia della fame, del bisogno, del dolore, della malattia, dell'invidia, del plagio, del tradimento e dello screditamento, e che tuttavia sono andate avanti senza perdere la loro bontà e senza lasciare che nulla le cambi.
Rossi Er: Nella tua percezione quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei social network?
Jael Uribe: Senza i social network, ciò che facciamo non avrebbe il successo che si ottiene in ogni impresa. Per noi è stato uno strumento di lavoro essenziale molto utile e necessario. Il lato oscuro dei social network è che tendono a rubare tempo di qualità con chi ti circonda e ha bisogno di te, per non parlare di tutta la distrazione che creano quando devi concentrarti su altri compiti più importanti come scrivere, per esempio. Di solito danno assuefazione, per questo vanno consumati con moderazione, senza dimenticare che non sono la vita, ma solo una parte minima di essa.
Rossi Er: c'è un sogno che ti preoccupa o che senti di dover ancora realizzare?
Jael Uribe: Ogni giorno vivo imponendomi nuove sfide, in modo che i miei sogni non si esauriscano. C’è stato un momento in cui avevo ottenuto tutto ciò che avevo in mente e ho dovuto fermarmi e chiedermi: cosa c'è dopo? Quindi ho dovuto ricominciare da capo.
Rossi Er: Dove si può acquistare la tua opera letteraria?
Jael Uribe: Puoi prendere i miei libri e quelli pubblicati da “Grito de Mujer” su Amazon e scoprire il nostro lavoro sui social network, sul blog http://jaeluribe.blogspot.com o sulla pagina www.gritodemujer.com
Rossi Er: Qualche messaggio o frase positiva per i lettori?
Jael Uribe: Sognare è bello, ma sognare senza sforzarsi di lavorare è impossibile. Se hai un progetto che vuoi vedere realizzato, fai del tuo meglio e raggiungilo in base ai tuoi meriti. Non copiare, non plagiare, non calpestare il lavoro degli altri per ottenere progressi. Il successo è più piacevole quando sai quanto ti è costato rispetto a quando arrivi troppo in fretta. Sii grato a qualcuno che ti raggiunge e ti dà l'opportunità di avanzare. Molte persone non hanno questa possibilità. La cosa più importante è non mollare mai! Rossi Er: Jael, è un onore avere la tua presenza in questo spazio informativo e culturale, grazie mille per aver condiviso con noi parte della tua vita e del tuo lavoro a favore delle donne. Congratulazioni e tanti successi!
Jael Uribe, NY
Sintesi biografica Jael Uribe:
Pubblicista, designer e poetessa. Master in Graphic and Editorial Design. Presidente dell'International Women Poets Movement (MPI) Inc., Fondatrice del Festival Grito de Mujer. Vincitrice del Premio Vicente Rodríguez-Nietzsche 2017, Festival Internazionale di Poesia a Porto Rico. Ha ricevuto in Norvegia il premio "Freedom of Expression 2016" dall'Unione degli autori norvegesi grazie al suo lavoro di attivista culturale. Selezionata come "International Poet Laureate 2018-2019" in Connecticut. Nominata da Forbes LATAM come una tra "I più creativi dell'America Latina" e secondo la Rivista Fierce by Mitú rientra nella lista dei 14 autori/autrici dominicani/e da leggere.
Puoi acquistare i suoi libri su Amazon e scoprire il suo lavoro sui social network, sul blog: http://jaeluribe.blogspot.com o sulla pagina www.gritodemujer.com
Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), nella sua dodicesima edizione, invita enti, istituzioni, gruppi, artisti e collaboratori di solidarietà, ad aderire volontariamente al nuovo bando per eventi culturali globali per l'intero mese di marzo 2022. In questa occasione, rendendo omaggio alle donne originarie, antenate e ancestrali sotto il motto "Origine". Un appello per ricordare le donne autoctone, le cui culture millenarie persistono nel tempo in vari dei nostri Paesi, che subiscono ancora oggi continui abusi in assenza di leggi che ne favoriscano la validazione dei diritti. È anche un omaggio alle donne che, con il loro lignaggio, coraggio e forza, sono state le antesignane, fin dall'antichità, del sogno collettivo di una vita libera dalla violenza e di leggi più giuste.
Persone o enti interessati a far parte del 12°. Festival Grido di Donna 2022: “Origine” nelle città non elencate nella sua rete globale, devono inviare la loro proposta direttamente nel menu dei contatti nella pagina www.gritodemujer.com Le proposte ricevute devono rappresentare la causa nel miglior modo possibile. Se l'iniziativa risulterà di interesse, riceveranno le basi di partecipazione che dovranno accettare e confermare (senza eccezioni) prima di essere inseriti nell'elenco ufficiale.
Il presente bando sarà aperto fino al 13 febbraio 2022, data in cui si chiuderà la ricezione dei dati per l'elaborazione del calendario. Ulteriori dettagli verranno pubblicati più avanti nei Social Network e nelle pagine del festival.
Nota:
(Il presente bando è valido solo per le città che non risultano elencate nella convocaroria. Non si applica alla Repubblica Dominicana, sede del festival).
Ingrid Lluveres e Jael Uribe, Programma Musica, Vino y Poema
Tradotto da Eleonora Nascimben
La sede principale a Santo Domingo del Festival Internazionale Grido di Donna (Grito de Mujer), nato in Repubblica Dominicana, ha celebrato la sua undicesima edizione con il primo di 4 eventi online che si sono tenuti ogni giovedì di marzo 2021 alle 20:00 (ora dominicana) e che hanno raggiunto il pubblico grazie al supporto del canale televisivo digitale UniKradio.net, attraverso il programma “Música, Vino y Poema”, condotto da Ingrid Lluveres, che per questa speciale occasione, ha avuto come co-conduttrice la fondatrice del festival, la scrittrice dominicana, Jael Uribe. Il primo evento è stato trasmesso in diretta radio, sui social network del canale e Grito de Mujer su Facebook, Twitter e YouTube.
L'evento ha visto la partecipazione di 17 poetesse e artisti/e di diverse nazionalità che hanno partecipato in modo solidale per condividere messaggi di speranza di fronte alle violenze che donne e ragazze in quarantena hanno subito e subiscono. L’evento è stato seguito anche da un pubblico virtuale, con una live chat attiva. La presentazione è durata un'ora e 15 minuti e comprendeva poesie video commoventi, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle partecipazioni possiamo evidenziare:
- L'artista, cantautrice messicana, Karina Avalos, meglio conosciuta come "Pollie" che ha presentato in anteprima la sua canzone "Listen to my voice", un singolo appositamente realizzato con il supporto di 3LProducciones per il festival che quest'anno porta lo slogan: "Guerriere: la violenza non è in quarantena". A seguire un'esposizione di dipinti dell'artista statunitense, Adorable Monique, mentre la fondatrice del festival, Jael Uribe, ha scelto di trasmettere le sue parole attraverso una videopoesia intitolata "Guerreras". La conduttrice del programma, Indrid Lluveres, ha sottolineato l'importanza dell'unione delle donne, senza mediocrità o concorrenza, al fine di raggiungere maggiori obiettivi nella lotta alla violenza subita dalle donne.
- Sono seguiti gli interventi di Verónica Sofia Guevara (Poem Recreate love) dall’Argentina, Sylvie Riesco Bernier (Poem My Pandemic) dalla Spagna, Paulina Arraño Becerra, Luis Acevedo Jorquera e Isidora Orellana Rodríguez con l'audiovisivo "A una piel de Distancia" del Corpoesen Collective in Cile. Dall’Argentina Clara Bertolini, con la sua canzone Coplas Moradas ha evocato i danni subiti in famiglia a causa dall'alcolismo. Anche il corpo di ballo Vaivén Cuerpos en Escena, si è unito dal Messico con il ballo "Detrás del silencio".
A seguire lo spettacolo di Belén Leyton (Bendita Tú Eres) dall’Argentina, mentre dalla Francia arriva la partecipazione speciale di Soraya Cheded, con la sua poesia "È così che vivono le donne?" (Est-ce ainsi que vivent les femmes?) dal progetto Cri de Femme 2021 (Grido di Donna Franzia). - Inoltre, hanno alzato la voce: Teresa Díaz Sánchez, con la poesia "Como Juncos" (Uruguay), il Collettivo Bugambilias con "Perfo-Carta a mis mujeres" (Colombia), l'artista internazionale, Josef KA, che ha presentato la sua performance "Mute -Muda "(Finlandia), Sole Candela e Sitoh Ortega che hanno presentato il videoclip della canzone “Olvido” dalla Spagna. L'Argentina ha avuto una degna rappresentanza in questo evento grazie alla partecipazione di Nidia Tineo, con la poesia "Marea Verde" dedicata alle donne che marciano in favore dei loro diritti, seguita da María Lidia Calero, con la poesia "Ahimè" e dall'artista Natalia Simoncini, con una canzone emozionante che ha fatto piangere molti spettatori dal titolo "Alas de mariposas". In chiusura Florencia Chidichimo, ha presentato il suo video di danza "Tomando el cielo por asalto".
Questo e i seguenti eventi sono stati registrati sulle reti per la fruizione del pubblico e possono essere visti su www.gritodemujer.com o sui social network di unikradio.net.
Guarda il primo programma qui
Programma n. 2
Il secondo dei 4 eventi online è andato in onda giovedì 11 marzo, a partire dalle ore 20, in diretta dallo stand, sui 7 social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer 8 su Facebook, Twitter e YouTube. Hanno partecipato 14 poeti, poetesse e artisti/e di 10 nazionalità diverse. La seconda presentazione è durata un'ora e comprendeva 12 poesie video emozionanti, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle 13 partecipazioni possiamo evidenziare:
- Patricia Trujillo López, ha aperto il recital con l'interpretazione visiva della poesia "LA CHICA QUE CAMINA" di Juan Mariscal, spagnolo, primo del sequel "Disobedients" che si può trovare su YouTube. Dopo una specifica introduzione sulla violenza contro le donne, la collaboratrice della causa Grito de Mujer a Mendoza-Argentina, Marcela Gutilla, ha presentato il suo video-poema "Atrapada".
- La ballerina ecuadoriana di origine russa, Ekaterina Ignatova Cevallos, ci ha deliziato con la sua danza dal titolo "Pino", mentre Christelle Reix (dal progetto Cri de Femme, Grito de Mujer Francia) ha partecipato con il significativo video-poema Le Cri (Grido). La parte musicale è stata curata dal gruppo portoricano "Nomadas" con "Lamento en Baile", canzone contro gli stereotipi in cui le donne sono state incasellate per molto tempo e che tuttora persistono in diverse società.
- La poetessa Giselle Lucía Navarro, ha partecipato con "Equilibrio", da Cuba. Uno dei pezzi più rappresentativi è stato quello presentato dal Cile, Sol Dugatkin (Danza senza paura), con la partecipazione di ballerine di altri tre Paesi a sostegno delle donne che lottano contro i femminicidi nelle loro città, musicato da un inno rappresentativo nato in Messico e che si è diffuso in tutta l'America Latina per la lotta femminista dallo scorso anno.
- Santa Rodal, scrittrice messicana e partecipante a diverse antologie del festival, ha presentato la sua poesia "CORONAOPRESOR", un grido che descrive la situazione delle donne che hanno subito violenze durante il periodo di quarantena. Altra rappresentazione artistica è stata quella di Nany Mazzoky, cantante argentina che ha offerto al pubblico virtuale la sua interpretazione del brano "Il valore di andare avanti", di Laura Pausini, rappresentando donne resilienti che non si arrendono di fronte alle diverse circostanze.
- Dalla Repubblica Dominicana, Miriam Castillo Gautreaux, ha partecipato con il suo video-poema "Adiós", suggerendoci di lasciare indietro tutti coloro che ci danneggiano, in particolare le relazioni passate. A seguire Vilma Zavaleta Gómez, con la sua poesia a favore dell'autostima femminile "Conmigo" dalla Costa Rica.
- Per salutarci, le padrone di casa hanno esortato a continuare a godersi i prossimi due programmi in sospeso. La chiusura è stata curata da Faviola Llamas Guzmán, con lo spettacolo di danza "Matrias", dal Messico. Un grido contro le continue molestie subite dalle donne del Paese.
Guarda il secondo programma qui
Programma n. 3
Il terzo dei 4 eventi online è andato in onda giovedì 18 marzo alle 20, in diretta radio, sui social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer su Facebook, Twitter e YouTube. Ha avuto 13 partecipazioni diverse di donne poetesse ed artiste di diverse nazionalità. La presentazione è durata più di un'ora, in cui abbiamo potuto presentare messaggi a favore delle donne e della non violenza attraverso video poesie, performance, danza, musica e teatro. Abbiamo potuto contare sulla artecipazione di diversi Paesi come:
- Miriam R. Krüger e la sua mostra d'arte, da Lussemburgo e il frammento dell'opera "il valore di un abbraccio", con la rappresentazione dall'Ecuador di Biviana Echeverría. - Il primo ciclo di poesie è stato affidato a Beatriz Teresa Bustos (Poema Dis-dress me) dall'Argentina e Caroline Boulord (Poema in francese, Déshabite-moi) dal Belgio. - Nella categoria Arti visive, presentiamo Laura e Sira Cabrera (Auduovisual-Mujer Borrada) dalla Spagna, seguita dalla poesia video di Leici López Villalobos, "Gli uccelli volano ancora", che ci ha accompagnato dal Messico. La nota musicale è stata inserita da Violeta Parra (Violeta la Parrandera e Las Doñas) con la sua canzone "Mujer Balam", una cumbia di coscienza femminista messicana. - Alejandra Loyola Castro ha partecipato con "La porta, la schiena" dal Cile e Manon Gable, con la significativa poesia "Il n'y a pas de rose sans épines" (Non ci sono rose senza spine) dalla Francia. La Cooperativa Arcipelago ci ha mostrato un'ottima partecipazione con l'audivisual "RenaSer" dall'Argentina e dallo stesso Paese abbiamo avuto anche la poesia "Mascaras" di Roma Triunfo.
- Una bellissima canzone, mescolata tra francese, douala e inglese, è stata eseguita da Danielle Bonam, dal Camerun, dal titolo PONDA (Tempo). - La chiusura è stata curata da Coletivo Semente,s con il cortometraggio sottotitolato in spagnolo "Mulheres Sementes" (Semi di donne) dal Brasile.
Guarda il terzo programma qui
Programma n. 4
Il quarto e ultimo programma online del Festival Grito de Mujer RD 2021, si è tenuto giovedì 25 marzo ed è stato trasmesso dalle 20 in diretta dallo stand, sui social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer Facebook, Twitter e YouTube. Ha avuto la partecipazione di 15 poeti, poetesse e artisti/e di 11 nazionalità. La presentazione è durata poco più di un’ora e comprendeva video poesie, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle partecipazioni possiamo evidenziare:
- La mostra d'arte di Domingo Donouv, artista dominicano, seguita dalla partecipazione musicale del “Folklore de Mujer” che ha eseguito la canzone "Manos de Mujeres" di Marta Gómez, dall'Argentina. La Spagna contava sulla partecipazione della poetessa Victoria Enguídanos Moreno, con la sua poesia: Hombre Nuevo” e infine Nacho Recio, con la sua arte visiva intitolata "Woodworm-Carcoma", una rappresentazione della reclusione delle donne durante il periodo di quarantena.
- Dal progetto Cri de Femme (Grido di Donna in France), la poetessa Guylaine Monnier è venuta da noi con la sua poesia "Poem Tobacco by day-Tobacco by night" (Tabac du jour-Tabac du nuit), mentre l'artista Claudette Mendela, ha rappresentato la sua performance "Point d'achèvement" (Punto di culmine) dal Camerun. Si aggiunge anche la collaboratrice CDF in Guadalupa Nèfta Poetry (Stéphanie Melyon-Reinette) con il poema Follies (Locuras). A chiudere il blocco in francese, dal Mali, abbiamo avuto l'interpretazione di Rasma Traoré, con la sua canzone scritta appositamente per il festival "L'amour efface la violenza" (L'amore sradica la violenza). - Yanet Reynoso Sánchez, una cantante cristiana della Repubblica Dominicana, ha eseguito la canzone scritta da lei "Vuelve a soñar" mentre il gruppo colombiano "Haga que Pase" ha presentato un tema femminista intitolato "Lantana".
- Inoltre abbiamo ascoltato la poetessa argentina Ailin Maive Guevara, con la sua poesia PANDEMIA a cui è seguito lo spettacolo "Como Una Mujer" (Como Uma Mulher) di Gisela Sousa Ferreira, dal Portogallo. Poi ancora Cristina Ruberte Paris, dalla Spagna con la sua poesia "Mujeres Invisibles" (Donne invisibili).
Altri due spettacoli hanno chiuso l'evento, uno di loro è stato presentato da Karen Rojas, "Io sono uno, io sono lei, io sono noi, io sono migliaia", dalla Colombia, mentre la chiusura è stata affidata alla domenicana Lina Aybar Batista, con la sua performance scioccante intitolata "Absence".
Guarda il quarto programma qui
Il nostro team ringrazia le persone che ci hanno supportato in questa ardua stagione con eventi virtuali e presenziali. Abbiamo chiuso gli eventi della sede principale in Repubblica Dominicana,ma il nostro grido rimarrà ancora per un po’ in altri Paesi partecipanti. Il nostro festival Grito de Mujer 2021 si chiude il 31 marzo e conta sulla partecipazione di 22 Paesi. Persone provenienti da 34 Paesi hanno preso parte a 4 eventi virtuali presso la sede dominicana grazie al programma "Musica, Vino y Poema" di Unikradiord e Ingrid Lluveres e ai registi dei 18 Paesi che hanno partecipato al nostro festival di cortometraggi con circa 30 proposte.
Grazie agli artisti uomini e donne che si sono uniti con i loro fantastici film e spettacoli! Che il grido non rimanga inascoltato!
Questo progetto si muove solo con il tuo amore. AIUTACI A CRESCERE! Se volete farci una donazione, non importa quanto si può fare con la vostra carta di credito, fare clic sul pulsante qui sopra. Scopri come è possibile aiutareQUI
Antologia Grido di Donna
Prendi la tua copia di Grido di Donna (Grito de Mujer) Spagnol Edizione 5to Anniversario e sostenere questa causa! 240 poetesse dei 20 paesi inclusi
Seguici
Accorciamo le distanze! Iscriviti e scopri cosa accade sui nostri social.