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Grido di Donna 2023 | Chiamata per Coordinatori di Eventi



Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) farà parte delle iniziative delle Coalizioni di Azioni per la Generation Equality a opera di UN Women quindi, per la prossima sessione del festival di marzo 2023, la tredicesima edizione, sede del festival, estende un invito a tutte le istituzioni, gruppi e artisti che lo desiderano entrare volontariamente a far parte del team come coordinatori volontari di eventi culturali. Grido di Donna creerà una catena globale simultanea di eventi nel mese di marzo 2023. Il tema del prossimo anno sarà sotto lo slogan "Madre della Terra", un omaggio alle donne di campagna e ai loro diritti e un omaggio alle centinaia di attiviste che hanno sollevato le loro voci, subito maltrattamenti e perso la vita difendendo i diritti ambientali.

Se sei interessato a far parte di Grido di Donna 2023: "Madre della tierra", contattaci dal menu della nostra pagina web www.gritodemujer.com Le proposte pervenute dovrebbero rappresentare il tema e la mission del festival. Per essere considerati, è necessario leggere, accettare e rispettare le nostre semplici linee guida ufficiali prima dell'accettazione.

Aggiungeremo le sedi accettate e i dettagli del programma fino al 12 febbraio 2023, dopodiché il bando sarà chiuso e il calendario completo sarà reso pubblico. Dettagli futuri saranno pubblicati sui Social Network e sulle pagine del festival.


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Grito de Mujer (Grido di Donna) è una catena internazionale annuale di eventi culturali per tutto il mese di marzo che riunisce tutte le arti e unisce le voci di tutto il mondo contro la violenza femminile. Il festival è nato nella Repubblica Dominicana e si è diffuso in diversi paesi, grazie all'aiuto di gruppi di volontari. Grito de Mujer ha celebrato oltre 1.000 eventi in diverse lingue, in circa 70 paesi.


Dalla Colombia L’intervista a Jael Uribe di Grido di Donna

 


Tradotto da Eleonora Nascimben  

Intervista alla scrittrice e presidentessa fondatrice del Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), Jael Uribe.

Rossi Er.


 


“È gratificante incontrare persone positive, gentili, amorevoli e sensibili, con grandi qualità umane, che stanno lavorando duramente nel creare un mondo migliore attraverso le loro azioni.” Jael Uribe

 

Cari lettori e followers, condivido con voi l'intervista fatta alla scrittrice domenicana Jael Uribe, CEO fondatrice del Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), pubblicista, designer e poetessa. Ha conseguito un Master in Graphic and Editorial Design, è presidentessa dell Movimento Mujeres Poetas Internacional (MPI) Inc. e vincitrice, tra gli altri, del Premio Vicente Rodríguez-Nietzsche 2017.

 
Attraverso Movimento Mujeres Poetas Internacional (MPI) Inc. viene svolto un lavoro fondamentale per esortare e supportare le donne nel creare il proprio spazio produttivo, che realizza un cambiamento concreto nel mondo attraverso l'arte, nelle sue diverse manifestazioni, aiutando a ricostruire la propria autostima, valorizzando l'essenza del proprio essere.
 

Benvenuti/e a questo spazio informativo e culturale!
 

 

Rossi Er: Se ti chiedessi di definire la tua filosofia di vita in una frase, quale sarebbe?
 
 

Jael Uribe: "Chi ha detto paura?", come la canzone di Raúl Marrero. Mi piace ascoltarla quando sto per iniziare un nuovo progetto, per ricordare a me stessa che non devo lasciarmi intimidire da nessuna circostanza e che non devo temere il fallimento. L'importante è provarci.
 

Rossi Er: quale libro ti ha colpito o ti ha toccato l'anima in modo speciale?

 

 
Jael Uribe: “Los Miserables”, di Víctor Hugo. Niente ha toccato la mia anima più della fame e della miseria umana.

 
 
Rossi Er: Da molti decenni si lavora duramente per i diritti delle donne. Pensa che siano stati compiuti progressi significativi, in vari campi, oggi?

 
 
Jael Uribe: Certo. Guarda per esempio la partecipazione attiva che le donne stanno avendo recentemente nella NASA, con missioni su Marte e sulla Luna. Guarda l'ascesa dei personaggi interpretati da donne nell'industria cinematografica o la crescita dei movimenti per i diritti delle donne in tutto il mondo. E come abbiamo rafforzato la nostra voce e spinto per un certo riconoscimento ottenuto negli anni, in opposizione alla nostra controparte maschile, ora ci sono molte strade che dobbiamo percorrere e molti più risultati da raggiungere. È importante ottenere un’inclusione maggiore delle donne in tutte gli ambiti, in tutti gli strati della società. Dobbiamo essere lì per il nostro talento, non per una quota rosa.
 
 

Rossi Er: Parlando di attualità, sembra che, a causa della Pandemia, l'oralità stia prendendo forza sia nella poesia che in altre manifestazioni artistiche. Crede che stiamo acquisendo maggiore consapevolezza e responsabilità riguardo al potere della parola?

 
 
Jael Uribe: Sulla scia della pandemia, ciò che abbiamo ottenuto è stato enorme. Ci siamo risvegliati. L'aver potuto avere un'audience digitale in tutti questi mesi, ci ha permesso di riconoscere la grande responsabilità che hanno quelli che tra noi si occupano di comunicare qualsiasi tipo di messaggio. Grazie alla parola tanto si può costruire così come distruggere. Vi è una grandissima responsabilità sociale.

 
È incredibile come ci siamo reinventati, quanto le arti siano venute alla ribalta attraverso i media digitali e quanto sia importante il loro contributo all'intrattenimento in tempi di reclusione. Penso che le persone abbiano capito che le arti non sono un investimento inutile e che grazie al potere intrinseco della parola si possa portare incoraggiamento e messaggi di speranza alle comunità.

 
Speriamo che questa non sia solo una “moda passeggera”, ma si continui a tener conto del contributo dei diversi rami della cultura, come strumento di comunicazione diretta con le masse.
 

 
Rossi: Il festival “Grito de mujer” è un evento estremamente importante che oggi unisce le voci di migliaia di donne in tutto il mondo. Raccontaci qualcosa. In che anno è stata fondata e qual’è l'obiettivo principale che ne ha motivato la creazione?
 
 

Jael Uribe: Il “Festival Grito de Mujer” è stato fondato nel 2010 e ha iniziato i suoi primi passi nel marzo 2011. All'inizio è stato creato come piattaforma per evidenziare i testi femminili e poi è diventato un punto di riferimento per tutte quelle voci di artisti/e interessati/e nell'aggiungere il loro talento per sensibilizzare la società sul tema della violenza contro le donne, un'epidemia che purtroppo ha iniziato a diventare una pandemia fin da subito.

 
L'obiettivo di Grito de Mujer “Grido di Donna” è creare, per tutto il mese di marzo, una catena mondiale di eventi di solidarietà con una missione sociale, che porti messaggi di speranza, rispetto e autostima alle donne che affrontano la violenza o che sono uscite da questo flagello che ci riguarda seriamente come società.
 
 

Rossi: Quali sono i nuovi progetti per il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) ?
 
 

Jael Uribe: Attualmente, la novità è stata la nostra modalità virtuale a causa della pandemia, come mezzo per raggiungere più persone attraverso i social network. In questo stesso contesto abbiamo inserito per la prima volta un festival di cortometraggi perché crediamo che un'immagine, un suono, una parola abbiano molto potere di risvegliare le coscienze.
 
 

Rossi Er: Qual è il risultato o la soddisfazione più grande durante il tuo viaggio per il mondo a favore dei diritti delle donne?
 

 
Jael Uribe: aver saputo unire le voci di migliaia di uomini e donne in più di 70 paesi e unirle in una causa lontana dalla concorrenza e dall'individualismo nel perseguimento di un obiettivo che ci trascende come persone e ci esalta come esseri umani coscienti.

 

Rossi Er: L'arte nelle sue varie manifestazioni è una piattaforma che può portare a un cambiamento significativo per le donne?
 
 

Jael Uribe: Lo è e lo stiamo ottenendo. Le donne hanno avuto potere negli ultimi anni conducendo iniziative come la nostra perché si sono rese conto che che siamo necessarie.
 
 

Rossi: Qual è il tuo autore preferito o il riferimento della tua vita che ammiri?
 
 

Jael Uribe: Non ho nessun autore/autrice preferito/a. Ogni giorno scopro autori/autrici sempre migliori e trovo difficile scegliere da che parte stare. Tuttavia, devo ammettere che ammiro e prendo come punto di riferimento per la vita tutte quelle persone che sono risorte, nonostante le situazioni avverse, e hanno realizzato i loro sogni. Ammiro quelle persone che, come me, hanno visto la faccia della fame, del bisogno, del dolore, della malattia, dell'invidia, del plagio, del tradimento e dello screditamento, e che tuttavia sono andate avanti senza perdere la loro bontà e senza lasciare che nulla le cambi.
 
 

Rossi Er: Nella tua percezione quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei social network?
 
 

Jael Uribe: Senza i social network, ciò che facciamo non avrebbe il successo che si ottiene in ogni impresa. Per noi è stato uno strumento di lavoro essenziale molto utile e necessario.
Il lato oscuro dei social network è che tendono a rubare tempo di qualità con chi ti circonda e ha bisogno di te, per non parlare di tutta la distrazione che creano quando devi concentrarti su altri compiti più importanti come scrivere, per esempio. Di solito danno assuefazione, per questo vanno consumati con moderazione, senza dimenticare che non sono la vita, ma solo una parte minima di essa.
 
 

Rossi Er: c'è un sogno che ti preoccupa o che senti di dover ancora realizzare?
 
 

Jael Uribe: Ogni giorno vivo imponendomi nuove sfide, in modo che i miei sogni non si esauriscano. C’è stato un momento in cui avevo ottenuto tutto ciò che avevo in mente e ho dovuto fermarmi e chiedermi: cosa c'è dopo? Quindi ho dovuto ricominciare da capo.
 
 

Rossi Er: Dove si può acquistare la tua opera letteraria?
 
 

Jael Uribe: Puoi prendere i miei libri e quelli pubblicati da “Grito de Mujer” su Amazon e scoprire il nostro lavoro sui social network, sul blog http://jaeluribe.blogspot.com o sulla pagina www.gritodemujer.com
 
 

Rossi Er: Qualche messaggio o frase positiva per i lettori?
 
 

Jael Uribe: Sognare è bello, ma sognare senza sforzarsi di lavorare è impossibile. Se hai un progetto che vuoi vedere realizzato, fai del tuo meglio e raggiungilo in base ai tuoi meriti. Non copiare, non plagiare, non calpestare il lavoro degli altri per ottenere progressi. Il successo è più piacevole quando sai quanto ti è costato rispetto a quando arrivi troppo in fretta. Sii grato a qualcuno che ti raggiunge e ti dà l'opportunità di avanzare. Molte persone non hanno questa possibilità. La cosa più importante è non mollare mai!
 
Rossi Er: Jael, è un onore avere la tua presenza in questo spazio informativo e culturale, grazie mille per aver condiviso con noi parte della tua vita e del tuo lavoro a favore delle donne.  Congratulazioni e tanti successi!
 

Jael Uribe, NY



 
Sintesi biografica Jael Uribe:


 
 
Pubblicista, designer e poetessa. Master in Graphic and Editorial Design. Presidente dell'International Women Poets Movement (MPI) Inc., Fondatrice del Festival Grito de Mujer.  Vincitrice del Premio Vicente Rodríguez-Nietzsche 2017, Festival Internazionale di Poesia a Porto Rico. Ha ricevuto in Norvegia il premio "Freedom of Expression 2016" dall'Unione degli autori norvegesi grazie al suo lavoro di attivista culturale. Selezionata come "International Poet Laureate 2018-2019" in Connecticut. Nominata da Forbes LATAM come una tra "I più creativi dell'America Latina" e secondo la Rivista Fierce by Mitú rientra nella lista dei 14 autori/autrici dominicani/e da leggere.

 
Puoi acquistare i suoi libri su Amazon e scoprire il suo lavoro sui social network, sul blog: http://jaeluribe.blogspot.com o sulla pagina www.gritodemujer.com


Grido di Donna 2022 | Bando per Coordinatori Volontari di Eventi




Tradotto da Eleonora Nascimben 

 

Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), nella sua dodicesima edizione, invita enti, istituzioni, gruppi, artisti e collaboratori di solidarietà, ad aderire volontariamente al nuovo bando per eventi culturali globali per l'intero mese di marzo 2022. In questa occasione, rendendo omaggio alle donne originarie, antenate e ancestrali sotto il motto "Origine". Un appello per ricordare le donne autoctone, le cui culture millenarie persistono nel tempo in vari dei nostri Paesi, che subiscono ancora oggi continui abusi in assenza di leggi che ne favoriscano la validazione dei diritti. È anche un omaggio alle donne che, con il loro lignaggio, coraggio e forza, sono state le antesignane, fin dall'antichità, del sogno collettivo di una vita libera dalla violenza e di leggi più giuste.


Persone o enti interessati a far parte del 12°. Festival Grido di Donna 2022: “Origine” nelle città non elencate nella sua rete globale, devono inviare la loro proposta direttamente nel menu dei contatti nella pagina www.gritodemujer.com Le proposte ricevute devono rappresentare la causa nel miglior modo possibile. Se l'iniziativa risulterà di interesse, riceveranno le basi di partecipazione che dovranno accettare e confermare (senza eccezioni) prima di essere inseriti nell'elenco ufficiale.


Il presente bando sarà aperto fino al 13 febbraio 2022, data in cui si chiuderà la ricezione dei dati per l'elaborazione del calendario. Ulteriori dettagli verranno pubblicati più avanti nei Social Network e nelle pagine del festival.



Nota:

 
(Il presente bando è valido solo per le città che non risultano elencate nella convocaroria. Non si applica alla Repubblica Dominicana, sede del festival).

Grido di Donna 2021 | Repubblica Dominicana | Evento Principale 1, 2, 3, 4


Ingrid Lluveres e Jael Uribe, Programma Musica, Vino y Poema

 

Tradotto da Eleonora Nascimben


La sede principale a Santo Domingo del Festival Internazionale Grido di Donna (Grito de Mujer), nato in Repubblica Dominicana, ha celebrato la sua undicesima edizione con il primo di 4 eventi online che si sono tenuti ogni giovedì di marzo 2021 alle 20:00 (ora dominicana) e che hanno raggiunto il pubblico grazie al supporto del canale televisivo digitale UniKradio.net, attraverso il programma “Música, Vino y Poema”, condotto da Ingrid Lluveres, che per questa speciale occasione, ha avuto come co-conduttrice la fondatrice del festival, la scrittrice dominicana, Jael Uribe. Il primo evento è stato trasmesso in diretta radio, sui social network del canale e Grito de Mujer su Facebook, Twitter e YouTube.


L'evento ha visto la partecipazione di 17 poetesse e artisti/e di diverse nazionalità che hanno partecipato in modo solidale per condividere messaggi di speranza di fronte alle violenze che donne e ragazze in quarantena hanno subito e subiscono. L’evento è stato seguito anche da un pubblico virtuale, con una live chat attiva. La presentazione è durata un'ora e 15 minuti e comprendeva poesie video commoventi, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle partecipazioni possiamo evidenziare:


- L'artista, cantautrice messicana, Karina Avalos, meglio conosciuta come "Pollie" che ha presentato in anteprima la sua canzone "Listen to my voice", un singolo appositamente realizzato con il supporto di 3LProducciones per il festival che quest'anno porta lo slogan: "Guerriere: la violenza non è in quarantena". A seguire un'esposizione di dipinti dell'artista statunitense, Adorable Monique, mentre la fondatrice del festival, Jael Uribe, ha scelto di trasmettere le sue parole attraverso una videopoesia intitolata "Guerreras". La conduttrice del programma, Indrid Lluveres, ha sottolineato l'importanza dell'unione delle donne, senza mediocrità o concorrenza, al fine di raggiungere maggiori obiettivi nella lotta alla violenza subita dalle donne. 

 

- Sono seguiti gli interventi di Verónica Sofia Guevara (Poem Recreate love) dall’Argentina, Sylvie Riesco Bernier (Poem My Pandemic) dalla Spagna, Paulina Arraño Becerra, Luis Acevedo Jorquera e Isidora Orellana Rodríguez con l'audiovisivo "A una piel de Distancia" del Corpoesen Collective in Cile. Dall’Argentina Clara Bertolini, con la sua canzone Coplas Moradas ha evocato i danni subiti in famiglia a causa dall'alcolismo. Anche il corpo di ballo Vaivén Cuerpos en Escena, si è unito dal Messico con il ballo "Detrás del silencio". 

 

A seguire lo spettacolo di Belén Leyton (Bendita Tú Eres) dall’Argentina, mentre dalla Francia arriva la partecipazione speciale di Soraya Cheded, con la sua poesia "È così che vivono le donne?" (Est-ce ainsi que vivent les femmes?) dal progetto Cri de Femme 2021 (Grido di Donna Franzia). - Inoltre, hanno alzato la voce: Teresa Díaz Sánchez, con la poesia "Como Juncos" (Uruguay), il Collettivo Bugambilias con "Perfo-Carta a mis mujeres" (Colombia), l'artista internazionale, Josef KA, che ha presentato la sua performance "Mute -Muda "(Finlandia), Sole Candela e Sitoh Ortega che hanno presentato il videoclip della canzone “Olvido” dalla Spagna. L'Argentina ha avuto una degna rappresentanza in questo evento grazie alla partecipazione di Nidia Tineo, con la poesia "Marea Verde" dedicata alle donne che marciano in favore dei loro diritti, seguita da María Lidia Calero, con la poesia "Ahimè" e dall'artista Natalia Simoncini, con una canzone emozionante che ha fatto piangere molti spettatori dal titolo "Alas de mariposas". In chiusura Florencia Chidichimo, ha presentato il suo video di danza "Tomando el cielo por asalto".


Questo e i seguenti eventi sono stati registrati sulle reti per la fruizione del pubblico e possono
essere visti su www.gritodemujer.com o sui social network di unikradio.net.

 

Guarda il primo programma qui

 

 


Programma n. 2


Il secondo dei 4 eventi online è andato in onda giovedì 11 marzo, a partire dalle ore 20, in diretta dallo stand, sui 7 social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer 8 su Facebook, Twitter e YouTube. Hanno partecipato 14 poeti, poetesse e artisti/e di 10 nazionalità diverse. La seconda presentazione è durata un'ora e comprendeva 12 poesie video emozionanti, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle 13 partecipazioni possiamo evidenziare:


- Patricia Trujillo López, ha aperto il recital con l'interpretazione visiva della poesia "LA CHICA QUE CAMINA" di Juan Mariscal, spagnolo, primo del sequel "Disobedients" che si può trovare su YouTube. Dopo una specifica introduzione sulla violenza contro le donne, la collaboratrice della causa Grito de Mujer a Mendoza-Argentina, Marcela Gutilla, ha presentato il suo video-poema "Atrapada".


- La ballerina ecuadoriana di origine russa, Ekaterina Ignatova Cevallos, ci ha deliziato con la sua danza dal titolo "Pino", mentre Christelle Reix (dal progetto Cri de Femme, Grito de Mujer Francia) ha partecipato con il significativo video-poema Le Cri (Grido). La parte musicale è stata curata dal gruppo portoricano "Nomadas" con "Lamento en Baile", canzone contro gli stereotipi in cui le donne sono state incasellate per molto tempo e che tuttora persistono in diverse società.


- La poetessa Giselle Lucía Navarro, ha partecipato con "Equilibrio", da Cuba. Uno dei pezzi più rappresentativi è stato quello presentato dal Cile, Sol Dugatkin (Danza senza paura), con la partecipazione di ballerine di altri tre Paesi a sostegno delle donne che lottano contro i femminicidi nelle loro città, musicato da un inno rappresentativo nato in Messico e che si è diffuso in tutta l'America Latina per la lotta femminista dallo scorso anno.


- Santa Rodal, scrittrice messicana e partecipante a diverse antologie del festival, ha presentato la sua poesia "CORONAOPRESOR", un grido che descrive la situazione delle donne che hanno subito violenze durante il periodo di quarantena. Altra rappresentazione artistica è stata quella di Nany Mazzoky, cantante argentina che ha offerto al pubblico virtuale la sua interpretazione del brano "Il valore di andare avanti", di Laura Pausini, rappresentando donne resilienti che non si arrendono di fronte alle diverse circostanze.


- Dalla Repubblica Dominicana, Miriam Castillo Gautreaux, ha partecipato con il suo video-poema "Adiós", suggerendoci di lasciare indietro tutti coloro che ci danneggiano, in particolare le relazioni passate. A seguire Vilma Zavaleta Gómez, con la sua poesia a favore dell'autostima femminile "Conmigo" dalla Costa Rica.


- Per salutarci, le padrone di casa hanno esortato a continuare a godersi i prossimi due programmi in sospeso. La chiusura è stata curata da Faviola Llamas Guzmán, con lo spettacolo di danza "Matrias", dal Messico. Un grido contro le continue molestie subite dalle donne del Paese.
 

 

Guarda il secondo programma qui

 




Programma n. 3


Il terzo dei 4 eventi online è andato in onda giovedì 18 marzo alle 20, in diretta radio, sui social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer su Facebook, Twitter e YouTube. Ha avuto 13 partecipazioni diverse di donne poetesse ed artiste di diverse nazionalità. La presentazione è durata più di un'ora, in cui abbiamo potuto presentare messaggi a favore delle donne e della non violenza attraverso video poesie, performance, danza, musica e teatro. Abbiamo potuto contare sulla artecipazione di diversi Paesi come:


- Miriam R. Krüger e la sua mostra d'arte, da Lussemburgo e il frammento dell'opera "il valore di un abbraccio", con la rappresentazione dall'Ecuador di Biviana Echeverría. - Il primo ciclo di poesie è stato affidato a Beatriz Teresa Bustos (Poema Dis-dress me) dall'Argentina e Caroline Boulord (Poema in francese, Déshabite-moi) dal Belgio. - Nella categoria Arti visive, presentiamo Laura e Sira Cabrera (Auduovisual-Mujer Borrada) dalla Spagna, seguita dalla poesia video di Leici López Villalobos, "Gli uccelli volano ancora", che ci ha accompagnato dal Messico. La nota musicale è stata inserita da Violeta Parra (Violeta la Parrandera e Las Doñas) con la sua canzone "Mujer Balam", una cumbia di coscienza femminista messicana. - Alejandra Loyola Castro ha partecipato con "La porta, la schiena" dal Cile e Manon Gable, con la significativa poesia "Il n'y a pas de rose sans épines" (Non ci sono rose senza spine) dalla Francia. La Cooperativa Arcipelago ci ha mostrato un'ottima partecipazione con l'audivisual "RenaSer" dall'Argentina e dallo stesso Paese abbiamo avuto anche la poesia "Mascaras" di Roma Triunfo.


- Una bellissima canzone, mescolata tra francese, douala e inglese, è stata eseguita da Danielle Bonam, dal Camerun, dal titolo PONDA (Tempo). - La chiusura è stata curata da Coletivo Semente,s con il cortometraggio sottotitolato in spagnolo "Mulheres Sementes" (Semi di donne) dal Brasile.

 

 

Guarda il terzo programma qui

 



 

Programma n. 4
 

 

Il quarto e ultimo programma online del Festival Grito de Mujer RD 2021, si è tenuto giovedì 25 marzo ed è stato trasmesso dalle 20 in diretta dallo stand, sui social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer Facebook, Twitter e YouTube. Ha avuto la partecipazione di 15 poeti, poetesse e artisti/e di 11 nazionalità. La presentazione è durata poco più di un’ora e comprendeva video poesie, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle partecipazioni possiamo evidenziare:

 

- La mostra d'arte di Domingo Donouv, artista dominicano, seguita dalla partecipazione musicale del “Folklore de Mujer” che ha eseguito la canzone "Manos de Mujeres" di Marta Gómez, dall'Argentina. La Spagna contava sulla partecipazione della poetessa Victoria Enguídanos Moreno, con la sua poesia: Hombre Nuevo” e infine Nacho Recio, con la sua arte visiva intitolata "Woodworm-Carcoma", una rappresentazione della reclusione delle donne durante il periodo di quarantena.


- Dal progetto Cri de Femme (Grido di Donna in France), la poetessa Guylaine Monnier è venuta da noi con la sua poesia "Poem Tobacco by day-Tobacco by night" (Tabac du jour-Tabac du nuit), mentre l'artista Claudette Mendela, ha rappresentato la sua performance "Point d'achèvement" (Punto di culmine) dal Camerun. Si aggiunge anche la collaboratrice CDF in Guadalupa Nèfta Poetry (Stéphanie Melyon-Reinette) con il poema Follies (Locuras). A chiudere il blocco in francese, dal Mali, abbiamo avuto l'interpretazione di Rasma Traoré, con la sua canzone scritta appositamente per il festival "L'amour efface la violenza" (L'amore sradica la violenza). - Yanet Reynoso Sánchez, una cantante cristiana della Repubblica Dominicana, ha eseguito la canzone scritta da lei "Vuelve a soñar" mentre il gruppo colombiano "Haga que Pase" ha presentato un tema femminista intitolato "Lantana".


- Inoltre abbiamo ascoltato la poetessa argentina Ailin Maive Guevara, con la sua poesia PANDEMIA a cui è seguito lo spettacolo "Como Una Mujer" (Como Uma Mulher) di Gisela Sousa Ferreira, dal Portogallo. Poi ancora Cristina Ruberte Paris, dalla Spagna con la sua poesia "Mujeres Invisibles" (Donne invisibili).


Altri due spettacoli hanno chiuso l'evento, uno di loro è stato presentato da Karen Rojas, "Io sono uno, io sono lei, io sono noi, io sono migliaia", dalla Colombia, mentre la chiusura è stata affidata alla domenicana Lina Aybar Batista, con la sua performance scioccante intitolata "Absence".  

 

Guarda il quarto programma qui 

 

 

Il nostro team ringrazia le persone che ci hanno supportato in questa ardua stagione con eventi virtuali e presenziali. Abbiamo chiuso gli eventi della sede principale in Repubblica Dominicana,ma il nostro grido rimarrà ancora per un po’ in altri Paesi partecipanti. Il nostro festival Grito de Mujer 2021 si chiude il 31 marzo e conta sulla partecipazione di 22 Paesi. Persone provenienti da 34 Paesi hanno preso parte a 4 eventi virtuali presso la sede dominicana grazie al programma "Musica, Vino y Poema" di Unikradiord e Ingrid Lluveres e ai registi dei 18 Paesi che hanno partecipato al nostro festival di cortometraggi con circa 30 proposte.


Grazie agli artisti uomini e donne che si sono uniti con i loro fantastici film e spettacoli! Che il grido non rimanga inascoltato!

Intervista | Fondatrice Grido di Donna | dalla Nigeria


Jael Uribe Fondatrice Grito de Mujer (Grido di Donna)


Tradotto dall'inglese. L’articolo originale QUI

Tradotto da Eleonora Nascimben
 
 

I PROGETTI DEL “FESTIVAL GRITO DE MUJER” (Grido di Donna) INCORAGGIANO LE DONNE A SCRIVERE, CREARE, DIMOSTRARE I LORO TALENTI E CAMBIARE IL MONDO TRAMITE L'ARTE - JAEL URIBE - FONDATRICE DI “GRITO DE MUJER”

 
 

Jael Uribe è una scrittrice, narratrice, poetessa, designer e pittrice. Ha fondato nel 2010 Mujeres Poetas Internacional MPI Inc. È considerata l'iniziatrice del Festival Internazionale di Poesia e Arte Mujer Grito de Mujer, una serie di eventi tenuti per tutto il mese di marzo da poeti/poetesse, artisti/e e associazioni culturali di tutto il mondo con lo scopo di onorare le donne e denunciare la violenza di genere. In questa intervista con Wole Adedoyin, presidente della sezione nigeriana dell'International Arts Festival for Human Rights (IHRAF), Jael ha condiviso alcuni fatti relativi alla sua vita, all'attivismo artistico e alla carriera letteraria.

 
 
WA: SEI LA FONDATRICE DEL MOVIMENTO INTERNATIONAL WOMEN POETS, COSA TI HA VERAMENTE PORTATO ALL'ISTITUZIONE DEL MOVIMENTO?
 

JU: Era il mio obbiettivo personale trovare scrittrici di talento in tutto il mondo che usassero i testi come processo di guarigione. Stando a letto per anni, a causa di una malattia e usando la poesia come mezzo per esorcizzare il dolore, ho sviluppato la curiosità e ho iniziato a cercare quelle scrittrici che avevano a che fare con situazioni simili alle mie e che condividevano la loro poesia online alla ricerca di un pubblico.


Per prima cosa, ho creato una pagina Facebook per condividere il lavoro di queste donne di talento. Poi ho iniziato a fare concorsi di poesia e abbiamo realizzato una prima antologia. Quella che doveva essere solo una pagina, è diventato un movimento grazie al grande sostegno delle donne che hanno aderito in Europa e in America Latina. Ci siamo ampliare grazie al Festival Grito de Mujer, un luogo in cui le donne che erano parte del movimento potevano emergere come leader culturali e coordinatrici dei propri eventi di poesia, fungendo da piattaforma per far conoscere poetesse di talento nelle proprie città, piuttosto che in una singola pagina.

 
 



WA: IN CHE MODO IL MOVIMENTO “INTERNATIONAL WOMEN POETS” UTILIZZA L'ARTE E LA POESIA PER AVANZARE NELLO SVILUPPO DELLE DONNE NEL MONDO?


 JU: Nel 2011, abbiamo creato il Festival Grito de Mujer non solo come una porta di accesso per le poetesse, ma anche come un evento che abbia un senso di causa e missione sociale, al di là dei nostri interessi personali, per diventare la voce di donne maltrattate e famiglie distrutte a causa della violenza domestica. Abbiamo deciso di educare e sostenere attraverso le arti.  Piuttosto che fare solo una lettura di poesie, abbiamo scelto di comunicare e consegnare un messaggio a chi si trova nel momento del bisogno: donne con scarsa autostima, donne di talento che non si rendevano conto del proprio valore interiore. Le incoraggiamo a scrivere, a creare, a mostrare, a parlare e ad aiutare nella loro promozione internazionale attraverso i nostri progetti collettivi. Attraverso il Festival Grito de Mujer abbiamo anche incorporato tutte le arti, come mezzo per raggiungere un pubblico più ampio. Nel tempo, uomini e ragazzi si sono uniti alla causa, rendendo il nostro lavoro più inclusivo, raggiungendo un target più ampio.
 
Crediamo che, solo unendoci, possiamo costruire una società libera dalla violenza, in particolare quella che colpisce donne, ragazze e famiglie in tutto il mondo. Diamo il benvenuto a chiunque abbia talenti speciali per sostenere la causa in ogni modo possibile e aiutarci a diffondere il nostro messaggio.

 1 ° incontro Internazionale Grido de Mujer, Madrid 2016


 
WA: GLI ASPETTI PIÙ ECCEZIONALI DEL FESTIVAL?
 

JU: Il Woman's Scream Festival è il nostro orgoglio e la nostra gioia. L’essere riconosciute dal mondo e premiate a livello internazionale, l’aver potuto condividere la nostra visione con persone di circa 70 paesi, il celebrare 1.000 e più eventi in tutto il mondo, unendo volontari e istituzioni in solidarietà con la nostra causa, sono stati i risultati più sorprendenti di sempre. Abbiamo vinto. E continueremo ad andare avanti!

 


 


WA: CI PARLA DEL TUO BACKGROUND ED ESPERIENZA NELL'ARTE E NELLA POESIA FEMMINILE?
 

JU: Scrivo da quando avevo 10 anni, motivata dalle lunghe ore passate a leggere i libri che mio padre teneva sui suoi numerosi scaffali. Non ho mai saputo cosa fosse la poesia, finché non l'ho trovata a scuola, poi ho deciso di prenderla sul serio prima di laurearmi al college. Ho iniziato a farmi coinvolgere in eventi culturali pochi anni dopo aver iniziato a creare i miei progetti e da allora la poesia è stata l'unico linguaggio conosciuto. Ho ottenuto alcuni premi e riconoscimenti di poesia per partecipare alla difesa dei diritti umani attraverso i progetti che ho sviluppato. C'è pochissimo tempo per creare quando sei così coinvolto nell'aiutare gli altri ha trovare la loro espressione, tuttavia, la poesia è sempre stata la mia ancora di salvezza, così come l'arte.

 

Dopo aver affrontato una transizione molto difficile verso l'età adulta, la poesia mi ha salvato "letteralmente" la vita, ha plasmato la giovane donna dura, ribelle e oscura che ero, l'ha trasformata in una fenice. Queste erano esattamente il tipo di esperienze ed espressioni che ho iniziato a cercare quando ho fondato il mio movimento, cercando d’incontrare donne che hanno trasformato in arte esperienze traumatiche. Prima del contatto con le arti  la poesia, stavo affrontando il mio personale processo di comprensione della mia poesia e della mia espressione artistica come.
 
Il lavoro delle donne nella poesia è arrivato più tardi, dopo che ho iniziato a lavorare con il Movimento internazionale dei poeti femminili. Prima ero concentrata nel mio percorso di esplorazione artistica come designer, pittrice e artigiana. Ho iniziato a incontrare personalmente altre donne nel campo delle arti solo due anni dopo l'inizio del Festival Grito de Mujer. Essere leader e creatrice di un tale movimento mi ha dato l'impulso a migliorare e a diventare una poetessa e anche un’artista migliore, poiché ho incoraggiato altre donne a fare lo stesso.

 


 


WA: DOVE SONO OGGI L'ARTE E LA POESIA IN TERMINI DI SVILUPPO FEMMINILE?
 

JU: Abbiamo ottenuto molto come donne nelle arti e nella poesia rispetto al passato, ma credo certamente che non sia abbastanza. Il percorso delle donne in ogni fase della società è stato letteralmente lastricato dal sangue di coloro le quali hanno combattuto e hanno dato la vita per realizzare questi cambiamenti e sento che le donne non hanno ancora potuto sfruttare al meglio gli spazi e le possibilità che esistono: gli uomini risultano ancora il genere che più s’incontra nelle classifiche o nelle opportunità che vengono date. Finché non raggiungeremo almeno la metà delle posizioni rilevanti, non per una quota rosa ma grazie al nostro talento, ci sarà ancora molto da fare. Riconosco che oggigiorno c'è più spazio per l'espressione femminile, grazie a movimenti femministi come il mio, ma i nomi di donne che raggiungono un livello di riconoscimento internazionale nell'arte o in altri settori, sono ancora troppo pochi. È ora di cambiare!

 
 
WA: LA SITUAZIONE DELLE DONNE È CAMBIATA CON L'ARTE?
 

JU: Se per cambiamento intendi che le donne sono riuscite ad esprimersi usando l'arte come strumento, devo dire: SI! Non abbiamo cambiato tutte le leggi che dovremmo, non abbiamo fermato la violenza contro le donne o cambiato la mentalità degli uomini violenti, ma hey! Quante coscienze addormentate abbiamo risvegliato? Quante donne sono state salvate? Quanti ascoltatori, in precedenza sordi, abbiamo stimolato da quando insieme iniziammo ad urlare più forte? Abbiamo fatto la differenza nel mondo, intendo tutti i movimenti delle donne nel mondo che stanno spingendo per questo cambiamento. Sì, abbiamo aperto gli occhi. Sì, abbiamo riacquistato autostima, rispetto e abbiamo abbattuto alcuni muri importanti e sì, c'è molto di più che possiamo e otterremo se restiamo uniti/e alzando la voce.



WA: IN CHE MODO IL MOVIMENTO “INTERNATIONAL WOMEN POETS” CONTRIBUISCE ALLA CRESCITA DELLO SVILUPPO FEMMINILE IN AFRICA?
 

JU: Allo stesso modo che abbiamo fatto con le donne in tutti i Paesi in cui assumiamo la nostra missione: questa è un'opportunità! Apriamo una porta internazionale attraverso progetti collettivi, ma spetta alle donne attraversarla. Grito de Mujer è solo una piattaforma, è solo la base che cerca di renderle abbastanza forti da alzare la voce. Ci sono molte altre risorse disponibili per le donne per andare avanti, cosa succede dopo e cosa fare con il supporto dipende da loro.

 
 
WA: COME FONDATRICE E PROMOTRICE DELL'ATTIVISMO NELL'ARTE DELLE DONNE CHE TIPO DI OSTACOLI AFFRONTI?
 

 

JU: Molti. Potresti pensare che uno degli aspetti difficili sia la parte monetaria, poiché questa causa si basa solo sul volontariato, ma non è così. È la tendenza al sabotaggio e la mancanza di supporto morale che non dovrebbero esistere in un mondo artistico così bello. Purtroppo, molti di questi ostacoli sono imposti dalle donne stesse, quelle che cerchiamo di aiutare. Facciamo questo per aggiungere un po’ di più alla lotta femminista in tutto il mondo, per aprire uno spazio nell'arte per far crescere donne di talento, per essere conosciute. Tuttavia, abbiamo incontrato donne che si sabotano a vicenda, sminuendo le proprie sorelle, che vogliono solo costruire il proprio percorso per brillare. Come possiamo crescere, cercare l'uguaglianza e il cambiamento, se facciamo spazio alla caduta di altre donne mentre percorriamo la via della libertà?

 
A volte troviamo più sostegno dagli uomini che fanno parte della nostra causa rispetto ad alcune nostre donne che fanno resistenza perché spinte da interessi personali, da fini subdoli. È triste!
 
 


 

WA: QUAL’È STATO IL SEGNO DISTINTIVO COME FONDATRICE DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DELLE POETESSE?
 
 

JU: Credo nell'uso delle moderne tecnologie per la promozione e la crescita del nostro progetto iniziato nella Repubblica Dominicana e diffuso in tutto il mondo grazie agli strumenti attuali.
 

 
 
WA: SEI UNA LEADER EFFICACE. COSA TI SPINGE?
 

 

JU: Penso che i risultati parlino da soli. Credo che se avessi ispirato un'altra donna con i miei sogni a realizzare i suoi, questo mi renderebbe una leader efficace. C'erano solo 400 poetesse nel nostro database quando è iniziato il Movimento internazionale delle poetesse, ora ci sono più di 10.000 artisti/e. Eravamo solo 200-300 followers sulla nostra fan page in spagnolo quando abbiamo iniziato, ora ce ne sono più di 20.000, sommate ai migliaia di followers presenti sulle altre altre pagine del nostro festival tradotte in varie lingue. Il nostro festival era solo "Grito de Mujer" in spagnolo nel 2011 ora, è tradotto in inglese (Woman Scream), francese (Cri de Femme), portoghese (Grito de Mulher), tedesco (Schrei Der Frau), italiano (Grido di Donna) e altri.

 
Non si tratta solo di quanto guadagni, ma di quanta differenza puoi fare con quello che realizzi e quante altre persone puoi ispirare. Cosa stai facendo per essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.
 

 
 
WA: CHE MESSAGGIO DATE A DONNE, RAGAZZE E BAMBINE?
 
 

JU: Abbiamo avuto molti eventi nel corso degli anni incentrati su giovani donne e ragazze. Sono sempre stati i miei preferiti. Poiché sono stata chiamata a condividere la mia poesia per le ragazze nelle comunità povere, il mio messaggio per loro è sempre stato lo stesso:

 

“Studia e impara. Non dipendere da un uomo per farti chiamare principessa o per costruirti un castello. Costruisci il tuo castello, sii la tua regina. Non aspettare che qualcuno ti dimostri che sei preziosa, che sei carina,...dovresti sapere quanto vali. Noi, come donne, abbiamo il lavoro più duro in questa società, dobbiamo essere un esempio per coloro che verranno dopo di noi, che le nostre vite servono da esempio di forza e coraggio, che gli altri ti vedono come la ragazza che vince ora e come la donna che diventerai domani.”

 


 
 

WA: COME DONNA CHE HA COMBINATO CON SUCCESSO VITA FAMILIARE E AVANZAMENTO PROFESSIONALE, QUALI SONO LE LEZIONI CHIAVE CHE HAI IMPARATO?
 
 

JU: Ho imparato che niente è facile: anche convincere la tua famiglia che quello che stai facendo avvantaggia anche loro, è difficile da ottenere. Ho fatto e faccio la mia parte per dare l'esempio di coraggio e lotta, nonostante i tempi difficili.
 
Niente è scontato: ho lottato duramente per conquistare tutto quello che mi ero proposta come traguardo e mi chiedo ancora quale sarà il prossimo.
 
Non fermarti mai e non distogliere mai gli occhi dal tuo obiettivo: non importa quanto possa sembrare nuvoloso il cielo, le stelle sono lì, non importa se non puoi vederle.
 

Ama te stessa: non smettere mai di credere in te.

 
 

WA: COSA SIGNIFICA PER TE LA PAROLA FEMMINISTA?
 
 

JU: È solo una parola. Sono Pro-donna, credo nella lotta per i nostri diritti di donne e credo che nessuna parola dovrebbe definire chi siamo. Alcune parole vengono vandalizzate dalle menti di coloro che cercano di sminuirci, di coloro che pensano che non ci siamo guadagnate il nostro posto fino ad ora.

 
 
 

WA: COSA NELLA TUA VITA TI HA DATO PIÙ SODDISFAZIONE?
  


JU: Sapere che ho ottenuto quasi tutto ciò che volevo nella vita e che ho superato vecchie paure. Sono orgogliosa di ciò che sto facendo!
 
 
 

WA: GUARDANDO INDIETRO COSA AVRESTI FATTO DIVERSAMENTE? COSA FARESTI ANCORA?
 


JU: Avrei smesso di preoccuparmi di cose non importanti, prestando meno attenzione a coloro che hanno cercato di fermarmi e che, a un certo punto, hanno minacciato di ostacolare il mio progresso verso i miei obiettivi.

 
Se dovessi sacrificarmi per costruire quello che ho costruito, come ho fatto in tutti questi anni, lo farei di nuovo!
 
 


WA: CHI SONO LE TUE EROINE CULTURALI? COSA TI ATTRAE DI LORO?


JU: Ogni figura femminile che nel corso della storia ha conquistato un posto migliore per le donne è la mia eroina preferita. Penso che il ruolo di tutti loro nella società sia stato la chiave per arrivare al punto in cui ci troviamo ora. È difficile scegliere da che parte stare!

Grido di Donna 2021 Venezia Italia

 


Il Festival Grito de Mujer (Grido di donna) sezione di Venezia, il primo marzo alle 17, con l'inaugurazione di ieri ripartono anche le attività presso la sede dell'associazione culturale Progetto 7LUNE: corsi di letteratura con Lucia Guidorizzi, Corsi di tessitura con Rossella Bovolenta, mostre, letture, eventi di varia natura: quello che potremo fare lo faremo in presenza, a numero chiuso, distanziati e con mascherine. Quello che sarà più agevole on line lo faremo utilizzando le tecnologie. E' il caso, ad esempio, del nostro consueto appuntamento annuale con il Festival Grito de Mujer, (Grido di Donna) festival contro la violenza di genere, che ha base in Repubblica Dominicana, ideato da Jael Uribe, e che si svolge a marzo in oltre 40 paesi del mondo. Per quanto ci riguarda, come associazione, da 6 anni siamo i coordinatori a Venezia di questo evento in cui abbiamo scelto di volta in volta, diversi archetipi del femminile. Quest'anno, il cui tema proposto dalla casa madre è "guerriere", abbiamo scelto di presentarvi le AMAZZONI! Lo faremo, come di consueto, con l'introduzione storico-letteraria di Lucia Guidorizzi, che ci aiuterà ad introdurci nel mito, ci avvicineremo alla versione ispanoamericana delle Amazzoni che difesero i loro territori dai conquistadores, dove io vi presenterò i quadri di alcuni pittori ispanaomericani sul tema. Proseguirà Sarah Grimaldi con un intervento sulle amazzoni contemporanee del Cile, per poi concludere con la presentazione di due libri curati da membri dell'associazione. Insomma, chiunque voglia iscriversi (gratuitamente). 
 
 
Ha senso parlare di amazzoni oggi? Nella nostra società più che mai c’è bisogno di combattere, con consapevolezza e astuzia per riuscire ad ottenere quello che ci è stato negato, prima di tutto la visibilità. La maniera delle donne di essere guerriere, oggi, è senza arco e frecce, ma con precise richieste che arrivano all’obiettivo esattamente come dardi avvelenati, con la forza data dall’assimilazione e il confronto rispetto al percorso che è già stato intrapreso dalle nostre ave e con la determinazione di chi sa che c’è ancora molta strada da fare, ma anche che siamo armate fino ai denti di cultura e mezzi espressivi. . Delle Amazzoni e delle donne guerriere in generale parleremo al nostro Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) ideato da Jael Uribe del MPI in Repubblica Domenicana. Noi della sede di Venezia, quest’anno svolgeremo l’evento online il giorno 1 marzo alle 17. L’evento è gratuito ma l’iscrizione è obbligatoria via email lasciando il vostro indirizzo per ricevere il link di collegamento quel giorno. Il programma verrà comunque registrato e potrà essere visto in differita dalla nostra pagina facebook Progetto 7LUNE. 



 

Grito di Donna 2021 | Presenterà Cortometraggi | Contro la Violenza




Il prossimo marzo 2021, il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), celebrerà la sua undicesima edizione con una serie di eventi culturali virtuali e semi-virtuali contro la violenza sulle donne. Il Festival Internazionale di Poesia e Arti utilizzerà lo slogan: "Donne Guerriere: la violenza non è in quarantena !" Un tema che riflette le donne e le ragazze che sono o sono state vittime di violenza durante questa pandemia e che vivono in quarantena con i loro abusatori. Grido di Donna 2021, offrirà inoltre in esclusiva, l'accesso gratuito a una selezione speciale di cortometraggi, con autori di diversi paesi.


Grido di Donna (Grito de Mujer-Cri de Femme), il cui formato è stato adattato per rispondere alla crisi sanitaria globale mondiale, si svolgerà virtualmente per il divertimento dei suoi seguaci, presentando per tutto il mese di marzo, recital, conferenze, workshop, presentazioni artistiche e open accesso a una videoteca di oltre 30 cortometraggi (da 1 a 30 minuti), creati appositamente contro la violenza sulla donne.


"Gli eventi si svolgeranno online in 20 paesi", conferma Jael Uribe, poetessa fondatrice del WS Festival, "Faremo anche un programma speciale con la selezione video ricevuta dalla nostra ultima call, con partecipanti da 34 paesi". I video sono in diverse lingue: portoghese, francese, inglese, spagnolo e italiano e includono poesie, performance e presentazioni musicali.


Il programma completo di Grido di Donna 2021, l'elenco dei paesi, delle città e dei cortometraggi partecipanti a Festival Grito de Mujer 2021, sarà pubblicato entro metà febbraio sulla pagina www.gritodemujer.com