Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) parte delle iniziative delle Coalizioni per la Generazione Uguaglianza a opera di UNWomen, creerà una catena globale simultanea di eventi nel mese di marzo 2024. Il tema del prossimo anno sarà sotto lo slogan "La mia arte è il mio grido", onorerà coloro che, attraverso il loro lavoro, arte e solidarietà, hanno donato il proprio talento per farsi portavoce degli abusati; bandiera che sventolerà per tutto il mese di marzo in diversi Paesi, onorando l’altruismo e la dedizione di questi eroi ed eroine della causa.
La quattordicesima edizione del Festival Grido di Donna di marzo 2024, avrà più di trenta paesi del 1°. al 31 marzo 2024, tra cui: Repubblica Dominicana, Spagna, Messico, Argentina, Stati Uniti, Porto Rico, Colombia, Venezuela, Panama, Nicaragua, Costa Rica, Guatemala, Cile, Uruguay, Ecuador, Perù, Portogallo, Brasile , Italia, Canada, Francia, Svizzera, Benin, Malesia, Marocco, Egitto, Lussemburgo, Nigeria, Algeria, Sud Africa, Mozambico, Australia, India, Serbia, Capo Verde, China e Inghilterra.
Grito de Mujer (Grido di Donna) è una catena internazionale annuale di eventi culturali per tutto il mese di marzo che riunisce tutte le arti e unisce le voci di tutto il mondo contro la violenza femminile. Il festival è nato nella Repubblica Dominicana e si è diffuso in diversi paesi, grazie all'aiuto di gruppi di volontari. Grito de Mujer ha celebrato oltre 2.000 eventi in diverse lingue, in circa 70 paesi.
La mia arte è il mio grido” è il motto che contraddistinguerà il Festival Internazionale Grito de Mujer (Grido di Donna) che nel prossimo marzo celebrerà, in vari paesi del mondo, l’altruismo e la dedizione di donne che hanno preso una posizione ferma davanti a ostacoli e ristrettezze mentali, eroine schierate in battaglia su vari fronti: ideologici, ambientali, politici e sociali. Come ogni anno, l’associazione culturale Progetto 7LUNE realizzerà uno degli appuntamenti del Festival presso la sua sede di Quartiere Aretusa 61 a Mestre (VE) concentrandosi sulla figura dell’eroina nell’arte, nella storia e nella scienza, attraverso presentazione di testi, esposizioni di dipinti, interpretazioni teatrali e conferenze. L’evento sarà condotto da Silvia Favaretto e Lucia Guidorizzi, con una performance teatrale di Carla Bertollini. Venerdì 1 marzo alle ore 17,30. Posti limitati, entrata gratuita, prenotazione obbligatoria a: info7lune@gmail.com
Progetto 7LUNE
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Grito de Mujer 2024 en Venecia, Italia 🇮🇹 se prepara @gridodidonna gracias a nuestras hermanas de @progetto_7lune y @silviafavaretto77
Próximamente el calendario y la lista de ciudades en países participantes.
Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) farà parte delle iniziative delle Coalizioni di Azioni per la “Generation Equality” Generazione Uguaglianza a opera di UNWomen quindi, per la prossima sessione del festival di marzo 2024, la quattordicesima edizione, sede del festival, estende un invito a tutte le istituzioni, gruppi e artisti che lo desiderano entrare a far parte del team come coordinatori estende un invito a tutte le istituzioni, gruppi e
artisti che lo desiderano entrare volontariamente a far parte del team
come coordinatori volontari di eventi culturali. di eventi culturali.
Grido di Donna creerà una catena globale simultanea di eventi nel mese di marzo 2024. Il tema del prossimo anno sarà sotto lo slogan "La mia arte è il mio grido", onorerà coloro che, attraverso il loro lavoro, arte e solidarietà, hanno donato il proprio talento per farsi portavoce degli abusati; bandiera che sventolerà per tutto il mese di marzo in diversi Paesi, onorando l’altruismo e la dedizione di questi eroi ed eroine della causa.
Se sei interessato a far parte di Grido di Donna 2024: "La mia arte è il mio grido", contattaci dal menu della nostra pagina web www.gritodemujer.com Le proposte pervenute dovrebbero rappresentare il tema e la mission del festival. Per essere considerati, è necessario leggere, accettare e rispettare le nostre semplici linee guida ufficiali prima dell'accettazione.
Aggiungeremo le sedi accettate e i dettagli del programma fino al 15 febbraio 2024, dopodiché il bando sarà chiuso e il calendario completo sarà reso pubblico. Dettagli futuri saranno pubblicati sui Social Network e sulle pagine del festival.
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Grito de Mujer (Grido di Donna) è una catena internazionale annuale di eventi culturali per tutto il mese di marzo che riunisce tutte le arti e unisce le voci di tutto il mondo contro la violenza femminile. Il festival è nato nella Repubblica Dominicana e si è diffuso in diversi paesi, grazie all'aiuto di gruppi di volontari. Grito de Mujer ha celebrato oltre 2.000 eventi in diverse lingue, in circa 70 paesi.
Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) farà parte delle iniziative delle Coalizioni di Azioni per la Generation Equality a opera di UN Women quindi, per la prossima sessione del festival di marzo 2023, la tredicesima edizione, sede del festival, estende un invito a tutte le istituzioni, gruppi e artisti che lo desiderano entrare volontariamente a far parte del team come coordinatori volontari di eventi culturali. Grido di Donna creerà una catena globale simultanea di eventi nel mese di marzo 2023. Il tema del prossimo anno sarà sotto lo slogan "Madre della Terra", un omaggio alle donne di campagna e ai loro diritti e un omaggio alle centinaia di attiviste che hanno sollevato le loro voci, subito maltrattamenti e perso la vita difendendo i diritti ambientali.
Se sei interessato a far parte di Grido di Donna 2023: "Madre della tierra", contattaci dal menu della nostra pagina web www.gritodemujer.com Le proposte pervenute dovrebbero rappresentare il tema e la mission del festival. Per essere considerati, è necessario leggere, accettare e rispettare le nostre semplici linee guida ufficiali prima dell'accettazione.
Aggiungeremo le sedi accettate e i dettagli del programma fino al 12 febbraio 2023, dopodiché il bando sarà chiuso e il calendario completo sarà reso pubblico. Dettagli futuri saranno pubblicati sui Social Network e sulle pagine del festival.
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Grito de Mujer (Grido di Donna) è una catena internazionale annuale di eventi culturali per tutto il mese di marzo che riunisce tutte le arti e unisce le voci di tutto il mondo contro la violenza femminile. Il festival è nato nella Repubblica Dominicana e si è diffuso in diversi paesi, grazie all'aiuto di gruppi di volontari. Grito de Mujer ha celebrato oltre 1.000 eventi in diverse lingue, in circa 70 paesi.
Intervista alla scrittrice e presidentessa fondatrice del Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), Jael Uribe.
Rossi Er.
“È gratificante incontrare persone positive, gentili, amorevoli e sensibili, con grandi qualità umane, che stanno lavorando duramente nel creare un mondo migliore attraverso le loro azioni.” Jael Uribe
Cari lettori e followers, condivido con voi l'intervista fatta alla scrittrice domenicana Jael Uribe, CEO fondatrice del Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), pubblicista, designer e poetessa. Ha conseguito un Master in Graphic and Editorial Design, è presidentessa dell Movimento Mujeres Poetas Internacional (MPI) Inc. e vincitrice, tra gli altri, del Premio Vicente Rodríguez-Nietzsche 2017.
Attraverso Movimento Mujeres Poetas Internacional (MPI) Inc. viene svolto un lavoro fondamentale per esortare e supportare le donne nel creare il proprio spazio produttivo, che realizza un cambiamento concreto nel mondo attraverso l'arte, nelle sue diverse manifestazioni, aiutando a ricostruire la propria autostima, valorizzando l'essenza del proprio essere.
Benvenuti/e a questo spazio informativo e culturale!
Rossi Er: Se ti chiedessi di definire la tua filosofia di vita in una frase, quale sarebbe?
Jael Uribe: "Chi ha detto paura?", come la canzone di Raúl Marrero. Mi piace ascoltarla quando sto per iniziare un nuovo progetto, per ricordare a me stessa che non devo lasciarmi intimidire da nessuna circostanza e che non devo temere il fallimento. L'importante è provarci. Rossi Er: quale libro ti ha colpito o ti ha toccato l'anima in modo speciale?
Jael Uribe: “Los Miserables”, di Víctor Hugo. Niente ha toccato la mia anima più della fame e della miseria umana.
Rossi Er: Da molti decenni si lavora duramente per i diritti delle donne. Pensa che siano stati compiuti progressi significativi, in vari campi, oggi?
Jael Uribe: Certo. Guarda per esempio la partecipazione attiva che le donne stanno avendo recentemente nella NASA, con missioni su Marte e sulla Luna. Guarda l'ascesa dei personaggi interpretati da donne nell'industria cinematografica o la crescita dei movimenti per i diritti delle donne in tutto il mondo. E come abbiamo rafforzato la nostra voce e spinto per un certo riconoscimento ottenuto negli anni, in opposizione alla nostra controparte maschile, ora ci sono molte strade che dobbiamo percorrere e molti più risultati da raggiungere. È importante ottenere un’inclusione maggiore delle donne in tutte gli ambiti, in tutti gli strati della società. Dobbiamo essere lì per il nostro talento, non per una quota rosa.
Rossi Er: Parlando di attualità, sembra che, a causa della Pandemia, l'oralità stia prendendo forza sia nella poesia che in altre manifestazioni artistiche. Crede che stiamo acquisendo maggiore consapevolezza e responsabilità riguardo al potere della parola?
Jael Uribe: Sulla scia della pandemia, ciò che abbiamo ottenuto è stato enorme. Ci siamo risvegliati. L'aver potuto avere un'audience digitale in tutti questi mesi, ci ha permesso di riconoscere la grande responsabilità che hanno quelli che tra noi si occupano di comunicare qualsiasi tipo di messaggio. Grazie alla parola tanto si può costruire così come distruggere. Vi è una grandissima responsabilità sociale.
È incredibile come ci siamo reinventati, quanto le arti siano venute alla ribalta attraverso i media digitali e quanto sia importante il loro contributo all'intrattenimento in tempi di reclusione. Penso che le persone abbiano capito che le arti non sono un investimento inutile e che grazie al potere intrinseco della parola si possa portare incoraggiamento e messaggi di speranza alle comunità.
Speriamo che questa non sia solo una “moda passeggera”, ma si continui a tener conto del contributo dei diversi rami della cultura, come strumento di comunicazione diretta con le masse.
Rossi: Il festival “Grito de mujer” è un evento estremamente importante che oggi unisce le voci di migliaia di donne in tutto il mondo. Raccontaci qualcosa. In che anno è stata fondata e qual’è l'obiettivo principale che ne ha motivato la creazione?
Jael Uribe: Il “Festival Grito de Mujer” è stato fondato nel 2010 e ha iniziato i suoi primi passi nel marzo 2011. All'inizio è stato creato come piattaforma per evidenziare i testi femminili e poi è diventato un punto di riferimento per tutte quelle voci di artisti/e interessati/e nell'aggiungere il loro talento per sensibilizzare la società sul tema della violenza contro le donne, un'epidemia che purtroppo ha iniziato a diventare una pandemia fin da subito.
L'obiettivo di Grito de Mujer “Grido di Donna” è creare, per tutto il mese di marzo, una catena mondiale di eventi di solidarietà con una missione sociale, che porti messaggi di speranza, rispetto e autostima alle donne che affrontano la violenza o che sono uscite da questo flagello che ci riguarda seriamente come società.
Rossi: Quali sono i nuovi progetti per il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) ?
Jael Uribe: Attualmente, la novità è stata la nostra modalità virtuale a causa della pandemia, come mezzo per raggiungere più persone attraverso i social network. In questo stesso contesto abbiamo inserito per la prima volta un festival di cortometraggi perché crediamo che un'immagine, un suono, una parola abbiano molto potere di risvegliare le coscienze.
Rossi Er: Qual è il risultato o la soddisfazione più grande durante il tuo viaggio per il mondo a favore dei diritti delle donne?
Jael Uribe: aver saputo unire le voci di migliaia di uomini e donne in più di 70 paesi e unirle in una causa lontana dalla concorrenza e dall'individualismo nel perseguimento di un obiettivo che ci trascende come persone e ci esalta come esseri umani coscienti.
Rossi Er: L'arte nelle sue varie manifestazioni è una piattaforma che può portare a un cambiamento significativo per le donne?
Jael Uribe: Lo è e lo stiamo ottenendo. Le donne hanno avuto potere negli ultimi anni conducendo iniziative come la nostra perché si sono rese conto che che siamo necessarie.
Rossi: Qual è il tuo autore preferito o il riferimento della tua vita che ammiri?
Jael Uribe: Non ho nessun autore/autrice preferito/a. Ogni giorno scopro autori/autrici sempre migliori e trovo difficile scegliere da che parte stare. Tuttavia, devo ammettere che ammiro e prendo come punto di riferimento per la vita tutte quelle persone che sono risorte, nonostante le situazioni avverse, e hanno realizzato i loro sogni. Ammiro quelle persone che, come me, hanno visto la faccia della fame, del bisogno, del dolore, della malattia, dell'invidia, del plagio, del tradimento e dello screditamento, e che tuttavia sono andate avanti senza perdere la loro bontà e senza lasciare che nulla le cambi.
Rossi Er: Nella tua percezione quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei social network?
Jael Uribe: Senza i social network, ciò che facciamo non avrebbe il successo che si ottiene in ogni impresa. Per noi è stato uno strumento di lavoro essenziale molto utile e necessario. Il lato oscuro dei social network è che tendono a rubare tempo di qualità con chi ti circonda e ha bisogno di te, per non parlare di tutta la distrazione che creano quando devi concentrarti su altri compiti più importanti come scrivere, per esempio. Di solito danno assuefazione, per questo vanno consumati con moderazione, senza dimenticare che non sono la vita, ma solo una parte minima di essa.
Rossi Er: c'è un sogno che ti preoccupa o che senti di dover ancora realizzare?
Jael Uribe: Ogni giorno vivo imponendomi nuove sfide, in modo che i miei sogni non si esauriscano. C’è stato un momento in cui avevo ottenuto tutto ciò che avevo in mente e ho dovuto fermarmi e chiedermi: cosa c'è dopo? Quindi ho dovuto ricominciare da capo.
Rossi Er: Dove si può acquistare la tua opera letteraria?
Jael Uribe: Puoi prendere i miei libri e quelli pubblicati da “Grito de Mujer” su Amazon e scoprire il nostro lavoro sui social network, sul blog http://jaeluribe.blogspot.com o sulla pagina www.gritodemujer.com
Rossi Er: Qualche messaggio o frase positiva per i lettori?
Jael Uribe: Sognare è bello, ma sognare senza sforzarsi di lavorare è impossibile. Se hai un progetto che vuoi vedere realizzato, fai del tuo meglio e raggiungilo in base ai tuoi meriti. Non copiare, non plagiare, non calpestare il lavoro degli altri per ottenere progressi. Il successo è più piacevole quando sai quanto ti è costato rispetto a quando arrivi troppo in fretta. Sii grato a qualcuno che ti raggiunge e ti dà l'opportunità di avanzare. Molte persone non hanno questa possibilità. La cosa più importante è non mollare mai! Rossi Er: Jael, è un onore avere la tua presenza in questo spazio informativo e culturale, grazie mille per aver condiviso con noi parte della tua vita e del tuo lavoro a favore delle donne. Congratulazioni e tanti successi!
Jael Uribe, NY
Sintesi biografica Jael Uribe:
Pubblicista, designer e poetessa. Master in Graphic and Editorial Design. Presidente dell'International Women Poets Movement (MPI) Inc., Fondatrice del Festival Grito de Mujer. Vincitrice del Premio Vicente Rodríguez-Nietzsche 2017, Festival Internazionale di Poesia a Porto Rico. Ha ricevuto in Norvegia il premio "Freedom of Expression 2016" dall'Unione degli autori norvegesi grazie al suo lavoro di attivista culturale. Selezionata come "International Poet Laureate 2018-2019" in Connecticut. Nominata da Forbes LATAM come una tra "I più creativi dell'America Latina" e secondo la Rivista Fierce by Mitú rientra nella lista dei 14 autori/autrici dominicani/e da leggere.
Puoi acquistare i suoi libri su Amazon e scoprire il suo lavoro sui social network, sul blog: http://jaeluribe.blogspot.com o sulla pagina www.gritodemujer.com
Il Festival Grito de Mujer (Grido di Donna), nella sua dodicesima edizione, invita enti, istituzioni, gruppi, artisti e collaboratori di solidarietà, ad aderire volontariamente al nuovo bando per eventi culturali globali per l'intero mese di marzo 2022. In questa occasione, rendendo omaggio alle donne originarie, antenate e ancestrali sotto il motto "Origine". Un appello per ricordare le donne autoctone, le cui culture millenarie persistono nel tempo in vari dei nostri Paesi, che subiscono ancora oggi continui abusi in assenza di leggi che ne favoriscano la validazione dei diritti. È anche un omaggio alle donne che, con il loro lignaggio, coraggio e forza, sono state le antesignane, fin dall'antichità, del sogno collettivo di una vita libera dalla violenza e di leggi più giuste.
Persone o enti interessati a far parte del 12°. Festival Grido di Donna 2022: “Origine” nelle città non elencate nella sua rete globale, devono inviare la loro proposta direttamente nel menu dei contatti nella pagina www.gritodemujer.com Le proposte ricevute devono rappresentare la causa nel miglior modo possibile. Se l'iniziativa risulterà di interesse, riceveranno le basi di partecipazione che dovranno accettare e confermare (senza eccezioni) prima di essere inseriti nell'elenco ufficiale.
Il presente bando sarà aperto fino al 13 febbraio 2022, data in cui si chiuderà la ricezione dei dati per l'elaborazione del calendario. Ulteriori dettagli verranno pubblicati più avanti nei Social Network e nelle pagine del festival.
Nota:
(Il presente bando è valido solo per le città che non risultano elencate nella convocaroria. Non si applica alla Repubblica Dominicana, sede del festival).
Ingrid Lluveres e Jael Uribe, Programma Musica, Vino y Poema
Tradotto da Eleonora Nascimben
La sede principale a Santo Domingo del Festival Internazionale Grido di Donna (Grito de Mujer), nato in Repubblica Dominicana, ha celebrato la sua undicesima edizione con il primo di 4 eventi online che si sono tenuti ogni giovedì di marzo 2021 alle 20:00 (ora dominicana) e che hanno raggiunto il pubblico grazie al supporto del canale televisivo digitale UniKradio.net, attraverso il programma “Música, Vino y Poema”, condotto da Ingrid Lluveres, che per questa speciale occasione, ha avuto come co-conduttrice la fondatrice del festival, la scrittrice dominicana, Jael Uribe. Il primo evento è stato trasmesso in diretta radio, sui social network del canale e Grito de Mujer su Facebook, Twitter e YouTube.
L'evento ha visto la partecipazione di 17 poetesse e artisti/e di diverse nazionalità che hanno partecipato in modo solidale per condividere messaggi di speranza di fronte alle violenze che donne e ragazze in quarantena hanno subito e subiscono. L’evento è stato seguito anche da un pubblico virtuale, con una live chat attiva. La presentazione è durata un'ora e 15 minuti e comprendeva poesie video commoventi, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle partecipazioni possiamo evidenziare:
- L'artista, cantautrice messicana, Karina Avalos, meglio conosciuta come "Pollie" che ha presentato in anteprima la sua canzone "Listen to my voice", un singolo appositamente realizzato con il supporto di 3LProducciones per il festival che quest'anno porta lo slogan: "Guerriere: la violenza non è in quarantena". A seguire un'esposizione di dipinti dell'artista statunitense, Adorable Monique, mentre la fondatrice del festival, Jael Uribe, ha scelto di trasmettere le sue parole attraverso una videopoesia intitolata "Guerreras". La conduttrice del programma, Indrid Lluveres, ha sottolineato l'importanza dell'unione delle donne, senza mediocrità o concorrenza, al fine di raggiungere maggiori obiettivi nella lotta alla violenza subita dalle donne.
- Sono seguiti gli interventi di Verónica Sofia Guevara (Poem Recreate love) dall’Argentina, Sylvie Riesco Bernier (Poem My Pandemic) dalla Spagna, Paulina Arraño Becerra, Luis Acevedo Jorquera e Isidora Orellana Rodríguez con l'audiovisivo "A una piel de Distancia" del Corpoesen Collective in Cile. Dall’Argentina Clara Bertolini, con la sua canzone Coplas Moradas ha evocato i danni subiti in famiglia a causa dall'alcolismo. Anche il corpo di ballo Vaivén Cuerpos en Escena, si è unito dal Messico con il ballo "Detrás del silencio".
A seguire lo spettacolo di Belén Leyton (Bendita Tú Eres) dall’Argentina, mentre dalla Francia arriva la partecipazione speciale di Soraya Cheded, con la sua poesia "È così che vivono le donne?" (Est-ce ainsi que vivent les femmes?) dal progetto Cri de Femme 2021 (Grido di Donna Franzia). - Inoltre, hanno alzato la voce: Teresa Díaz Sánchez, con la poesia "Como Juncos" (Uruguay), il Collettivo Bugambilias con "Perfo-Carta a mis mujeres" (Colombia), l'artista internazionale, Josef KA, che ha presentato la sua performance "Mute -Muda "(Finlandia), Sole Candela e Sitoh Ortega che hanno presentato il videoclip della canzone “Olvido” dalla Spagna. L'Argentina ha avuto una degna rappresentanza in questo evento grazie alla partecipazione di Nidia Tineo, con la poesia "Marea Verde" dedicata alle donne che marciano in favore dei loro diritti, seguita da María Lidia Calero, con la poesia "Ahimè" e dall'artista Natalia Simoncini, con una canzone emozionante che ha fatto piangere molti spettatori dal titolo "Alas de mariposas". In chiusura Florencia Chidichimo, ha presentato il suo video di danza "Tomando el cielo por asalto".
Questo e i seguenti eventi sono stati registrati sulle reti per la fruizione del pubblico e possono essere visti su www.gritodemujer.com o sui social network di unikradio.net.
Guarda il primo programma qui
Programma n. 2
Il secondo dei 4 eventi online è andato in onda giovedì 11 marzo, a partire dalle ore 20, in diretta dallo stand, sui 7 social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer 8 su Facebook, Twitter e YouTube. Hanno partecipato 14 poeti, poetesse e artisti/e di 10 nazionalità diverse. La seconda presentazione è durata un'ora e comprendeva 12 poesie video emozionanti, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle 13 partecipazioni possiamo evidenziare:
- Patricia Trujillo López, ha aperto il recital con l'interpretazione visiva della poesia "LA CHICA QUE CAMINA" di Juan Mariscal, spagnolo, primo del sequel "Disobedients" che si può trovare su YouTube. Dopo una specifica introduzione sulla violenza contro le donne, la collaboratrice della causa Grito de Mujer a Mendoza-Argentina, Marcela Gutilla, ha presentato il suo video-poema "Atrapada".
- La ballerina ecuadoriana di origine russa, Ekaterina Ignatova Cevallos, ci ha deliziato con la sua danza dal titolo "Pino", mentre Christelle Reix (dal progetto Cri de Femme, Grito de Mujer Francia) ha partecipato con il significativo video-poema Le Cri (Grido). La parte musicale è stata curata dal gruppo portoricano "Nomadas" con "Lamento en Baile", canzone contro gli stereotipi in cui le donne sono state incasellate per molto tempo e che tuttora persistono in diverse società.
- La poetessa Giselle Lucía Navarro, ha partecipato con "Equilibrio", da Cuba. Uno dei pezzi più rappresentativi è stato quello presentato dal Cile, Sol Dugatkin (Danza senza paura), con la partecipazione di ballerine di altri tre Paesi a sostegno delle donne che lottano contro i femminicidi nelle loro città, musicato da un inno rappresentativo nato in Messico e che si è diffuso in tutta l'America Latina per la lotta femminista dallo scorso anno.
- Santa Rodal, scrittrice messicana e partecipante a diverse antologie del festival, ha presentato la sua poesia "CORONAOPRESOR", un grido che descrive la situazione delle donne che hanno subito violenze durante il periodo di quarantena. Altra rappresentazione artistica è stata quella di Nany Mazzoky, cantante argentina che ha offerto al pubblico virtuale la sua interpretazione del brano "Il valore di andare avanti", di Laura Pausini, rappresentando donne resilienti che non si arrendono di fronte alle diverse circostanze.
- Dalla Repubblica Dominicana, Miriam Castillo Gautreaux, ha partecipato con il suo video-poema "Adiós", suggerendoci di lasciare indietro tutti coloro che ci danneggiano, in particolare le relazioni passate. A seguire Vilma Zavaleta Gómez, con la sua poesia a favore dell'autostima femminile "Conmigo" dalla Costa Rica.
- Per salutarci, le padrone di casa hanno esortato a continuare a godersi i prossimi due programmi in sospeso. La chiusura è stata curata da Faviola Llamas Guzmán, con lo spettacolo di danza "Matrias", dal Messico. Un grido contro le continue molestie subite dalle donne del Paese.
Guarda il secondo programma qui
Programma n. 3
Il terzo dei 4 eventi online è andato in onda giovedì 18 marzo alle 20, in diretta radio, sui social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer su Facebook, Twitter e YouTube. Ha avuto 13 partecipazioni diverse di donne poetesse ed artiste di diverse nazionalità. La presentazione è durata più di un'ora, in cui abbiamo potuto presentare messaggi a favore delle donne e della non violenza attraverso video poesie, performance, danza, musica e teatro. Abbiamo potuto contare sulla artecipazione di diversi Paesi come:
- Miriam R. Krüger e la sua mostra d'arte, da Lussemburgo e il frammento dell'opera "il valore di un abbraccio", con la rappresentazione dall'Ecuador di Biviana Echeverría. - Il primo ciclo di poesie è stato affidato a Beatriz Teresa Bustos (Poema Dis-dress me) dall'Argentina e Caroline Boulord (Poema in francese, Déshabite-moi) dal Belgio. - Nella categoria Arti visive, presentiamo Laura e Sira Cabrera (Auduovisual-Mujer Borrada) dalla Spagna, seguita dalla poesia video di Leici López Villalobos, "Gli uccelli volano ancora", che ci ha accompagnato dal Messico. La nota musicale è stata inserita da Violeta Parra (Violeta la Parrandera e Las Doñas) con la sua canzone "Mujer Balam", una cumbia di coscienza femminista messicana. - Alejandra Loyola Castro ha partecipato con "La porta, la schiena" dal Cile e Manon Gable, con la significativa poesia "Il n'y a pas de rose sans épines" (Non ci sono rose senza spine) dalla Francia. La Cooperativa Arcipelago ci ha mostrato un'ottima partecipazione con l'audivisual "RenaSer" dall'Argentina e dallo stesso Paese abbiamo avuto anche la poesia "Mascaras" di Roma Triunfo.
- Una bellissima canzone, mescolata tra francese, douala e inglese, è stata eseguita da Danielle Bonam, dal Camerun, dal titolo PONDA (Tempo). - La chiusura è stata curata da Coletivo Semente,s con il cortometraggio sottotitolato in spagnolo "Mulheres Sementes" (Semi di donne) dal Brasile.
Guarda il terzo programma qui
Programma n. 4
Il quarto e ultimo programma online del Festival Grito de Mujer RD 2021, si è tenuto giovedì 25 marzo ed è stato trasmesso dalle 20 in diretta dallo stand, sui social network del canale UnikRadio.net e Grito de Mujer Facebook, Twitter e YouTube. Ha avuto la partecipazione di 15 poeti, poetesse e artisti/e di 11 nazionalità. La presentazione è durata poco più di un’ora e comprendeva video poesie, performance, danza, musica e teatro. All'interno delle partecipazioni possiamo evidenziare:
- La mostra d'arte di Domingo Donouv, artista dominicano, seguita dalla partecipazione musicale del “Folklore de Mujer” che ha eseguito la canzone "Manos de Mujeres" di Marta Gómez, dall'Argentina. La Spagna contava sulla partecipazione della poetessa Victoria Enguídanos Moreno, con la sua poesia: Hombre Nuevo” e infine Nacho Recio, con la sua arte visiva intitolata "Woodworm-Carcoma", una rappresentazione della reclusione delle donne durante il periodo di quarantena.
- Dal progetto Cri de Femme (Grido di Donna in France), la poetessa Guylaine Monnier è venuta da noi con la sua poesia "Poem Tobacco by day-Tobacco by night" (Tabac du jour-Tabac du nuit), mentre l'artista Claudette Mendela, ha rappresentato la sua performance "Point d'achèvement" (Punto di culmine) dal Camerun. Si aggiunge anche la collaboratrice CDF in Guadalupa Nèfta Poetry (Stéphanie Melyon-Reinette) con il poema Follies (Locuras). A chiudere il blocco in francese, dal Mali, abbiamo avuto l'interpretazione di Rasma Traoré, con la sua canzone scritta appositamente per il festival "L'amour efface la violenza" (L'amore sradica la violenza). - Yanet Reynoso Sánchez, una cantante cristiana della Repubblica Dominicana, ha eseguito la canzone scritta da lei "Vuelve a soñar" mentre il gruppo colombiano "Haga que Pase" ha presentato un tema femminista intitolato "Lantana".
- Inoltre abbiamo ascoltato la poetessa argentina Ailin Maive Guevara, con la sua poesia PANDEMIA a cui è seguito lo spettacolo "Como Una Mujer" (Como Uma Mulher) di Gisela Sousa Ferreira, dal Portogallo. Poi ancora Cristina Ruberte Paris, dalla Spagna con la sua poesia "Mujeres Invisibles" (Donne invisibili).
Altri due spettacoli hanno chiuso l'evento, uno di loro è stato presentato da Karen Rojas, "Io sono uno, io sono lei, io sono noi, io sono migliaia", dalla Colombia, mentre la chiusura è stata affidata alla domenicana Lina Aybar Batista, con la sua performance scioccante intitolata "Absence".
Guarda il quarto programma qui
Il nostro team ringrazia le persone che ci hanno supportato in questa ardua stagione con eventi virtuali e presenziali. Abbiamo chiuso gli eventi della sede principale in Repubblica Dominicana,ma il nostro grido rimarrà ancora per un po’ in altri Paesi partecipanti. Il nostro festival Grito de Mujer 2021 si chiude il 31 marzo e conta sulla partecipazione di 22 Paesi. Persone provenienti da 34 Paesi hanno preso parte a 4 eventi virtuali presso la sede dominicana grazie al programma "Musica, Vino y Poema" di Unikradiord e Ingrid Lluveres e ai registi dei 18 Paesi che hanno partecipato al nostro festival di cortometraggi con circa 30 proposte.
Grazie agli artisti uomini e donne che si sono uniti con i loro fantastici film e spettacoli! Che il grido non rimanga inascoltato!
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