Intervista a Jael Uribe
Margutte
Non-rivista online di letteratura e altro
Com’è nata l’idea di formare questo movimento?
Il Movimiento Mujeres Poetas Internacional (Movimento Internazionale Poetesse, MPI)
della Repubblica Domenicana ha avuto inizio nel 2009 per incentivare la
produzione poetica femminile e motivare le donne che scrivevano sui
social network, non avendo ottenuto il riconoscimento del loro talento
da nessun’altra parte. Inizialmente eravamo una pagina web con link di
poesie di poetesse; adesso ci piace dire che lottiamo per essere una
pista di lancio per donne che nei nostri spazi imparano ad usare nuovi
strumenti per far conoscere il loro lavoro grazie a Internet.
L’ MPI è un semplice omaggio a queste donne sopravvissute alla vita
che, nonostante la gran quantità quotidiana di cose da fare, trovano il
tempo di scrivere poesia e, soprattutto, riescono a emergere: è questo
che è ammirevole ed è questo che ha ispirato quello che siamo oggi.
Mujeres Poetas Internacional si è è trasformato dando origine al Festival Internacional de Poesía Grito de Mujer, servendo come scenario a molte di queste donne, i cui versi erano rimasti, fino a quel momento, nascosti nell’ombra.
Chi fa parte di questo movimento?
Cento poetesse, di vari stili e di varie generazioni, affermate o
principianti nel campo della poesia di diversi paesi. Non ha le
caratteristiche di un movimento vero e proprio, ma piuttosto di un
gruppo di donne unitesi con l’obiettivo di far valere le parole
femminili oltre i confini e agire da piattaforma per promuovere il
talento di poetesse contemporanee sconosciute altrove.
Qual è il significato dell’iniziativa Grito de Mujer?
Il Festival Grito de Mujer rappresenta un sonoro Basta! un grido
che è un tributo, ogniqualvolta uomini e donne, poeti e artisti, si
uniscono per urlare NO! alla violenza contro le donne e per portare,
attraverso l’arte e la letteratura, messaggi di forza, sensibilizzazione
e autostima a chi non ha coscienza della propria grandezza. Abbiamo
scoperto che il grido ha un suo potere. Abbiamo trovato nella poesia una
terapia di vita e anche, perchè no, un’arma.
Tutto ciò, come idea, ha avuto inizio nel 2009. Tuttavia, fu subito
dopo il 2010, con l’uccisione della poetessa messicana Susana Chávez,
che il progetto ha preso il volo e finalmente si è concretizzato grazie
all’appoggio di chi ci aveva seguito fino a quel momento e senza i quali
niente di tutto questo sarebbe stato possibile. L’occasione ha
richiesto la nostra partecipazione alle azioni che si portavano avanti
per chiarire i fatti e chiedere giustizia per la morte della poetessa e
di tutte le altre donne dai nomi ormai dimenticati. In omaggio a tutte
queste donne, quella che era solo un’idea prese corpo e forma nel Grito de Mujer.
Avete un manifesto poetico/artistico?
Naturalmente! Questo è un progetto creato sulla base di un’idea, di un sogno, altrimenti non avrebbe potuto prendere forma. C’è un punto in cui si dice:
Siamo donne che osano dire IO ESISTO , che alzano le loro voci
affinché unite possano gridare più forte in difesa delle parole e del
ruolo che hanno assunto davanti alla società e al mondo; è necessario
che utilizziamo il dono della parola per produrre opere che portino un
messaggio di forza alle altre donne del mondo che non hanno voce, e
assumerci così, con coraggio, la missione spirituale , emotiva e sociale
che le parole rappresentano. La parola è un’arma poderosa che in mano a
donne coscienti può diventare uno strumento per creare opere grandiose.
La donna richiede un cambio radicale della sua mentalità, così da
poter assumere il proprio ruolo effettivo in un mondo che si rinnova
continuamente.
Il manifesto del Movimiento Mujeres Poetas Internacional è disponibile sulla nostra pagina:
Per conoscere il nostro Festival Grito de Mujer : http://www.gritodemujer.com
Jael Uribe http://jaeluribe.blogspot.com
(Traduzione di Giuliana Manfredi)
Dello sconforto
RispondiEliminaSuolo ormai inospitale
Su terra di vulcano dormiente
Insonne vago
" Non far caso " mi dicono
Ma tutto trema.
Nuda
Sotto pioggia incandescente
Sarò infine...