Il nostro Festival Grito de Mujer 2026 (Grido di Donna-Woman Scream) si è tenuto presso la sede dell'associazione culturale Progetto 7LUNE, con sede a Mestre, Venezia, Italia. Questa tappa è stata dedicata al tema delle donne migranti con il titolo Donne al confine.
Lo spettacolo è iniziato con il monologo teatrale La expatriada, interpretato dall'attrice romana Carla Bertollini e scritto da Silvia Favaretto, una messa in scena che ha aperto lo spazio all'emozione e alla riflessione.
La presidente di Progetto 7LUNE ha presentato il Festival, spiegandone la missione internazionale e menzionando il Movimento Donne Poete Internazionale MPI e Jael Uribe, fondatrice nella Repubblica Dominicana.
Durante la giornata è stato proiettato un frammento del documentario su Las Patronas del Messico, rendendo visibile la solidarietà femminile oltre i confini. La scrittrice e docente Lucia Guidorizzi ha tenuto una conferenza sulle donne migranti nella mitologia e nella storia culturale antica, apportando profondità storica e simbolica all'incontro.
Successivamente è stata inaugurata la mostra di pittura con la partecipazione degli artisti Marino Corbetti, Barbara Gnan, Caterina Militano, Nadia Vesco e Cecilia Brianese.
La serata si è conclusa con nuove letture di Carla Bertollini e l'apertura del Reading Poetico, con la partecipazione di Maria Concetta Bevagna, Caterina Pizzolo e altre voci invitate, riaffermando che l'arte e la parola sono ponti tra territori e memorie.
Il Festival Grido di Donna 2026 si svolge all'insegna del motto Senza Frontiere, dedicato alle donne e alle bambine immigrate nel mondo, e si realizza con eventi in 28 paesi, unendo voci e volontà in un'unica causa globale.
L’unione fa la forza, è un antico detto popolare italiano che in questo caso glorifica il lavoro di squadra, la forza della collaborazione che costruisce la forza della comunità per migliorare la relazione con se stesso e con l’altro. Vicini o lontani, per esporre ed estendere la nostra consapevolezza, la nostra coscienza.
Ci vuole una comunità per crescere un bambino: questo proverbio africano potrebbe essere un detto ancora più appropriato e calzante per descrivere il potere della collettività e della piattaforma Woman Scream. Il tema della quindicesima edizione del festival globale Woman Scream (Grido di Donna) di quest’anno si concentra infatti sul tema del matrimonio infantile. Il suo titolo: Non è un Gioco, ci ricorda che il matrimonio infantile è ancora una realtà. Ci ricorda che in molte parti del mondo la parola bambino descrive una dura condizione fisica/psicologica di sofferenza spesso dimenticata. I diritti dei bambini, il loro diritto alla libertà, alla scelta, il diritto al loro corpo, al loro benessere, alla loro vita: i diritti dei bambini sono la base e il pilastro di ogni società sana.
È attorno a questo tema che la città di Dolcedo e la costellazione dei suoi villaggi circostanti si sono riuniti in solidarietà con ciò che la scrittrice femminista Bernardine Evaristo definisce ragazze, donne, altro. Gli eventi di comunità sono essenziali per interconnettere nuove visioni di giustizia e amore verso cui c'è ancora molto lavoro da fare.
Il 30 marzo, in chiusura del mese delle donne, Anja Steinhauer, Claudi Piripippi, Eva Onnen-Saelens, Eva Raabe-Lindenblatt, Giovanna Lupi, Ivana Lupi, Laura Maineri, MariaLaura Di Persio, Piera Benza, Pierangela Fierro, Rossana Rubino, Silvana Morano e Stefania Bosi hanno esposto le loro opere. Alcune ispirate perché arrabbiate per la brutalità che i bambini subiscono ancora, altre persino creando nuove opere sensibili al tema. Un tema difficile questo, che tocca profondamente l'emotività, la coscienza dell'immaginario femminile di tutte le età.
Ritratti di bambini, spine e rose, Madonne e spose di diverso genere. Tutte perfettamente inserite nello spazio, come se l'antico forno le chiamasse, o viceversa, le opere aspirassero al forno, per accoglierle come avveniva con le donne che un tempo cuocevano la scorta mensile di pane.
Acquarello, acrilici, carboncino, collage, cartapesta, riciclaggio, oggetti trovati, tessuti, media basati sul tempo, pittura e scrittura, poesia e collage, scultura e performance, video e installazione, questa volta generi, tecniche, materiali e mezzi diversi hanno rappresentato diversi punti di vista, sensibilità e interpretazioni. Eppure tutti erano presenti e contribuivano con qualcosa.Se non con l'arte, allora con la creazione di deliziosi cibi fatti in casa, dolci e salati: torte, biscotti, brownies, pizza, focaccia, frittata. Bariste improvvisate preparavano drink e Spritz. Adolescenti, di mezza età, anziane— donne, che allestivano, decoravano, offrivano un banchetto festoso ma consapevole.
Per non parlare di tutti i bellissimi fiori donati dai produttori agricoli locali: bouquet di ranuncoli colorati, di calle, composizioni di fiori di Cipolle e Boragine selvatiche con foglie di Alloro e rosmarino.
Quest'anno anche il DJ Nilo è venuto con tutta la sua attrezzatura rendendo l'evento ancora più memorabile con la musica, mentre il fotografo Angelo ha offerto le sue abilità come paparazzo, e Franco con Natalino e Giorgio come tecnici. Tutto è stato amorevolmente supervisionato da Monica Orengo (presidentessa dell'associazione culturale di Dolcedo U caso Novu) che ha tenuto un bellissimo discorso introduttivo, assicurandosi che ogni aspetto fosse curato.
In attesa del giorno, l'intera città era tappezzata di volantini promozionali di WS che Michel ha così generosamente stampato. Ogni angolo della Val Prino ne esponeva uno, con ristoranti e bar che ne volevano di più per sostenere l'evento a modo loro.
Così abbiamo iniziato a incontrarci alle ore 15:00, sole e aria primaverile, il tempo e la Terra che tenevano l'evento insieme a noi. L'interno e l'esterno dell'antico forno del pane comunale di Dolcedo erano animati da attività, persone che contribuivano con qualcosa, formavano comunità, venendo a festeggiare, ad incontrarsi, per sostenere, per imparare ma anche per trarre beneficio dalla causa.
Il pomeriggio è proseguito con una video performance (Claudi Piripippi), seguita dalla lettura di una storia che racconta il matrimonio straziante di una bambina (testo scritto da Ivana Lupi e magistralmente letto da Giovanna di Bellissimi), seguita da Rete Interattiva, un'installazione partecipata che prevede la tessitura di una rete poetica di simboli (Anja Steinhauer ed Eva Onnen-Saelens). Il brusio è durato fino alle 19:30.
La mostra sarà estesa per un altro weekend. Grazie Woman Scream per questa opportunità.
Festival Grito de Mujer 2025 (Grido di Donna): Venezia presente!
Nell'ambito del Festival Internazionale Grito de Mujer 2025 (Grido di Donna), la città di Venezia ha aderito a questa importante celebrazione con un evento speciale presso la sede dell'Associazione Culturale Progetto 7LUNE.
Sotto la direzione della sua presidente, Silvia Favaretto, e in compagnia di rinomate scrittrici e artiste come Lucia Guidorizzi, Marina Rota, Carla Bertollini, Maria Concetta Bevagna e Nadia Vesco, si è vissuto un pomeriggio arricchente, pieno di poesia, storia e arte.
L'incontro è stato dedicato alle Donne di Luce, rendendo omaggio a figure emblematiche come Amalia Guglielminetti ed Eleonora Duse, così come ad altre donne illustri della storia e della mitologia. Inoltre, è stata presentata un'esposizione di illustrazioni ispirate agli esseri femminili di luce del Voodoo, e si sono condivise letture di poesie in un ambiente di riflessione e sorellanza.
Ancora una volta, Progetto 7LUNE ribadisce il suo impegno con il Movimento Mujeres Poetas Internacional (MPI), unendosi al Festival Grito de Mujer a Venezia e portando al pubblico italiano il messaggio di arte, memoria e resistenza femminile.
Il 10 Marzo — nonostante giorni di pioggia torrenziale, cupe previsioni meteo e una tempestiva grandinata, ci siamo riunite lo stesso. Questa magia ha aperto le scure nuvole in una finestra di cielo azzurro e soleggiato! È stato piacevolmente potente: un evento meraviglioso. Nonostante il tempo freddo e umido, più di 50 persone, provenienti dai dintorni della Val Prino e dalla Provincia d’Imperia, hanno partecipato all’evento e l'hanno amato dal cuore. Siamo felicissime e orgogliose di aver preso parte al Woman Scream Festival che ci ha dato l'opportunità di riunirci e sostenerci a vicenda in modo creativo.
L'evento è iniziato con: ll Vaso di Pandora ovvero il femminile come agente di trasformazione, uno spettacolo sperimentale teatrale interattivo della durata di un'ora seguito dall'inaugurazione ufficiale della mostra e da un aperitivo in cui ci siamo convivialmente incontrati e scambiati.
Artiste e donne creative — Anja Steinhauer, Carla Guglieri, Claudi Piripippi, Delia Kunze, Elena Spadola, Lauretta Dal Cin, Mary Kunda Albanese, Monica Orengo, Pierangela Fierro, Rosanna Binaggia, Rossana Rubino, Ursula Steiner — insieme alla favolosa associazione culturale Dolcedo U Casô Növu e il Comune con la Comunità di Dolcedo — hanno animato l'area dell'antico forno del pane con arte, cibo e musica. La gente ha avuto modo di confrontarsi con diverse forme di espressione creativa: ceramica, fotografia, installazione, pittura, scultura, tessile, teatro e video. Ognuno ha portato qualcosa di speciale per l'occasione, da una torta fatta in casa alle sue straordinarie capacità organizzative.
Un'intera squadra di volontari ha contribuito alla riuscita dell'evento svolgendo una serie infinita di compiti dietro le quinte che ogni evento (non importa quanto grande o piccolo) richiede: dalla stampa di locandine e volantini, alla preparazione dell'aperitivo, all'allestimento del buffet, al servire deliziosi spuntini, alla raccolta di bellissimi fiori, alla realizzazione di mazzi di fiori e composizioni decorative, a documentare con foto e video, a pulire e mettere in ordine (prima e dopo), a sollevare, spostare, muovere oggetti, aiutare con gli aspetti tecnici prestando attrezzature e competenze tecniche, comunicare con i social media e PR, sistemare i gazebo: in altre parole una comunità che si abilita a portare e condividere le proprie conoscenze e abilità uniche, se non solo il loro buon umore e la loro energia!
È stato davvero uno sforzo collaborativo a tutto tondo, un’esperienza arricchente, nutriente, che a volte ci ha messo alla prova ma che ci ha reso orgogliose e più consapevoli.
Grido di Donna (Woman Scream) Dolcedo 2024 è stato un evento creativo che ha ci ha fatto crescere in comunità!
Il Festival Grito de Mujer (Grido di donna) sezione di Venezia, il primo marzo alle 17, con l'inaugurazione di ieri ripartono anche le attività presso la sede dell'associazione culturale Progetto 7LUNE: corsi di letteratura con Lucia Guidorizzi, Corsi di tessitura con Rossella Bovolenta, mostre, letture, eventi di varia natura: quello che potremo fare lo faremo in presenza, a numero chiuso, distanziati e con mascherine. Quello che sarà più agevole on line lo faremo utilizzando le tecnologie. E' il caso, ad esempio, del nostro consueto appuntamento annuale con il Festival Grito de Mujer, (Grido di Donna) festival contro la violenza di genere, che ha base in Repubblica Dominicana, ideato da Jael Uribe, e che si svolge a marzo in oltre 40 paesi del mondo. Per quanto ci riguarda, come associazione, da 6 anni siamo i coordinatori a Venezia di questo evento in cui abbiamo scelto di volta in volta, diversi archetipi del femminile. Quest'anno, il cui tema proposto dalla casa madre è "guerriere", abbiamo scelto di presentarvi le AMAZZONI! Lo faremo, come di consueto, con l'introduzione storico-letteraria di Lucia Guidorizzi, che ci aiuterà ad introdurci nel mito, ci avvicineremo alla versione ispanoamericana delle Amazzoni che difesero i loro territori dai conquistadores, dove io vi presenterò i quadri di alcuni pittori ispanaomericani sul tema. Proseguirà Sarah Grimaldi con un intervento sulle amazzoni contemporanee del Cile, per poi concludere con la presentazione di due libri curati da membri dell'associazione. Insomma, chiunque voglia iscriversi (gratuitamente).
Ha
senso parlare di amazzoni oggi? Nella nostra società più che mai c’è
bisogno di combattere, con consapevolezza e astuzia per riuscire ad
ottenere quello che ci è stato negato, prima di tutto la visibilità. La
maniera delle donne di essere guerriere, oggi, è senza arco e frecce, ma
con precise richieste che arrivano all’obiettivo esattamente come dardi
avvelenati, con la forza data dall’assimilazione e il confronto
rispetto al percorso che è già stato intrapreso dalle nostre ave e con
la determinazione di chi sa che c’è ancora molta strada da fare, ma
anche che siamo armate fino ai denti di cultura e mezzi espressivi. .
Delle Amazzoni e delle donne guerriere in generale parleremo al nostro
Festival Grito de Mujer (Grido di Donna) ideato da Jael Uribe del MPI in Repubblica
Domenicana. Noi della sede di Venezia, quest’anno svolgeremo l’evento
online il giorno 1 marzo alle 17. L’evento è gratuito ma l’iscrizione è
obbligatoria via email lasciando il vostro indirizzo per ricevere il
link di collegamento quel giorno. Il programma verrà comunque registrato
e potrà essere visto in differita dalla nostra pagina facebook Progetto
7LUNE.
(Testo tradotto da Tania Gibertini di “Progetto 7LUNE”)
Il FestivalInternazionale
di Poesia e Arte Grido di Donna 2015 organizzato dal MovimientoMujeres
Poetas Internacional (MPI) Inc. arrivato alla sua quinta edizione, è
stato portato avanti in vari paesi per tutto il mese di marzo con una catena
mondiale chiamata “Mujeres de Luz” (Donne di Luce) e che ha reso omaggio alle
Sorelle Mirabal (Le Farfalle) simbolo di lotta mondiale delle donne per
ottenere un posto di rispetto nella storia, attraverso un grido di libertà, che
dice ORA BASTA! Grito deMujer ha fatto inoltre parte degli
eventi del 2015: Anno Internazionale della Luce (IYL) dell’UNESCO. Gli
eventi sono stati organizzati dalla Repubblica Domenicana in più di cento località
in tutto il mondo e ha contato su diverse attività quali concerti, esposizioni
d’arte, laboratori, letture alla radio, gite, spettacoli di poesia, cinema e
teatro. Diverse istituzioni nazionali e internazionali, pubbliche e private,
vecchi e nuovi collaboratori, si sono uniti a gran voce per elevare questo grido
verso nuove altitudini tra i quali, per citarne alcuni: l’Istituto Cervantes, Amnesty
International, l’UNESCO, Star Products RD, Università,
ministeri e incaricati alla cultura, Case Editrici, fondazioni quali Hogar
Mi Refugio, La Sombra del Matarratón, gruppi di donne quali AMAM
A.C.,Red Mariposa ecc... gruppi letterari come il Liceo
Poético de Benidorm, la Sociedad deEscritores SEP, Centro
canario Estudios Caribeños- El Atlántico- tra gli altri, e
decine di poeti e artisti in generale.
Gli eventi hanno mirato
a consegnare un messaggio indirizzato direttamente alle donne, di diventare esseri
di luce, di lavorare sull’interiorità per aumentare la propria autostima e sradicare
non solo le situazioni di violenza delle loro vite, ma anche quella violenza e
quell’aggressività che esercitano le donne sulle altre e peggio ancora, su sé
stesse:- “Noi, gentili signore,
dimentichiamo facilmente quanto sia pesante il carico che portiamo sulle nostre
spalle e la lotta delle donne che ci hanno preceduto. Trascorriamo la vita ostacolandoci
l’una con l’altra e criticando le nostre simili, senza renderci conto che
abbiamo già sofferto abbastanza. Veniamo da una lotta durata secoli inseguendo
il traguardo di un luogo di rispetto e di un’uguaglianza dei diritti che non
può lasciare spazio alla meschinità, né alla “leggerezza” . – Così si è
espressa Jael Uribe, Presidente del MPI e ideatrice del festival,
durante il suo discorso d’apertura a Salcedo (Repubblica Domenicana).
Tra le novità che
ha introdotto Grito de Mujer quest’anno, insieme a tante altre, c’è stata la
“Walking Galery” organizzata da Idoia Carramiñana a Bilbao, Spagna,
dove un gruppo di artisti ha camminato attraversando vari punti della città con
lo scopo di portare l’arte e il suo messaggio in favore delle donne fino a
raggiungere luoghi in cui il pubblico potesse apprezzare le opere esposte.
Un’altra novità è stata la maratona radiofonica organizzata nella radio di
Loja, Ecuador, dove per la prima volta si è svolto un “Grido di Donna No Stop”.
Il grido Guatemala di Andry Oliveros e Alejandro
Golcher che ha fatto parte di Guatemala come Capitale Internazionale
della Cultura. Nella Pampa-Argentina e a Santiago-Cile, gli eventi di Liliana
Reinoso e María de la LuzOrtega, hanno dato un’eccezionale
dimostrazione del potere e del talento delle donne. Il grido in Grecia di Helena
Stagkouraki, che ha coperto tutti i mezzi stampa nell’isola di Creta, così
come il grido di Sidney Australia della poetessa iraniana, Saba Vassefi. Il Liceo
Poético de Benidorm in Spagna che ha partecipato dalle sue diverse sedi
internazionali, e ancora il grido a La Plata, Argentina organizzato dalla Sociedad
de Escritores SEP, i quali hanno realizzato due eventi tra i quali un
grande omaggio alla causa premiando le donne della comunità, nel magnifico Coliseo
Podesta. Il grido in Marocco di Bouchrail Echchaoui, è stato un omaggio
incredibile alle donne della città con tre giorni di festival e una partecipazione
di massa. Lo stesso in Francia, dove tutta una rivoluzione sessuale di donne ha
dato vita a briglia sciolta al nuovo progetto Clit RevoWlution, creato dall’ambasciatrice di Buona
Volontà del MPIa Parigi, Stéphanie
Melyon-Reinette, dove l’arte, la danza, l’erotismo, la musica, i
laboratori, lo spettacolo e il cibo sano, sono stati all’ordine del giorno per
tutto il mese, con il sodalizio di artisti a Guadalupe, La Réunion, Parigi e
una collaborazione speciale con l’India e i progetti di Clay Taurus e Aditi
Angiras di Bring Back the Poets Delhi, con concerti e conferenze. Allo
stesso modo nella Repubblica Domenicana, sede dell’evento, è stato realizzato
il tour Senda de las Mariposas (Il
sentiero delle Farfalle) che ha portato il pubblico, per la maggior parte femminile
alla città di Ojo de Agua, Salcedo per l’apertura ufficiale del festival con un
grande spettacolo in presenza dei familiari delle sorelle Mirabal, un giro per
la città che le vide nascere e i luoghi di interesse storico, per poi terminare
con la visita alla casa museo che porta il loro nome per lasciare in ricordo
dei fiori. Nuove città e collaboratori hanno abbellito il Grito de Mujer con
idee nuove.
Grito de Mujer 2015:
Mujeres de Luz, ha ottenuto una partecipazione di massa, molto entusiasmo e in
generale buona presenza di pubblico alla maggior parte dei suoi eventi, sintomodi un’assenza di spazi d’espressione e divulgazione
in grado di contribuire realmente allo sviluppo integrale delle persone. I
paesi che hanno accolto questa iniziativa, con un totale di 160 eventi stimati
in giro per il mondo, sono stati: Repubblica
Domenicana, Portorico, Argentina, Spagna, Messico, Stati Uniti, Canada,
Colombia, Nicaragua, Venezuela, Uruguay, Costarica, Cile, Perù, Ecuador, Bolivia,
Guatemala, Haiti, Curaçao, Portogallo, Italia, Francia, Antigua e Barbuda,
Svezia, Grecia, Marocco, Regno Unito, Lussemburgo, Australia, Georgia, Kosovo,
Russia, Germania, Sudafrica, Tanzania, Nigeria, Zimbabwe, India.
L’MPI ha ringraziato ogni collaboratore che ha
fatto parte di questa grande iniziativa culturale e li ha spronati a continuare
a sostenere il progetto perseguendo l’obiettivo di una maggiore crescita. È
possibile conoscere tutti i dettagli degli eventi del festival Grito de Mujer
visitando il sito www.gritodemujer.com
e i suoi omologhi sui social network come Twitter e Facebook
Resoconto
della tappa veneziana del Festival Grido
di donna 2015
Il
10 marzo 2015, dalle 17,15 alle 19,20, si è svolta presso la Casa
Museo Goldoni di Venezia, Italia, una delle tappe del Festival
Internazionale Grido di donna,
organizzata dal Progetto 7LUNE, seguendo i dettami del MPI e della
sede principale del Festival che si trova in Repubblica Dominicana.
L’evento ha registrato il “sold out” alcuni giorni prima della
sua apertura ufficiale ed è stato diffuso dall’ufficio stampa del
museo goldoniano.
Un
proiettore ha permesso di leggere i punti del “Manifesto della
donnalupa”, pubblicato dal Progetto 7LUNE, mentre il pubblico
prendeva posto in sala. La manifestazione è cominciata con delle
parole di ringraziamento da parte della Direttrice responsabile del
museo, la dottoressa Francesca Pederoda, la quale ha sottolineato
l’importanza di riferirsi alla tematica della vioenza sulle donne
nel mese in cui si festeggia il loro giorno, sottolineando l’apporto
che il Progetto 7LUNE e il Festival
Grito de mujer stanno dando in merito
alla riflessione sulla violenza di genere.
A
seguire il pubblico ha potuto apprezzare la musica andina del gruppo
femminile ARCOIRIS, che ha partecipato a tutto l’evento funzionando
da trait d’union
tra un segmento e l’altro del festival. La giovane attrice
veneziana Arianna Favaretto è intervenuta interpretando un frammento
della poesia “Carta al lobo” della messicana Carmen Boullosa,
risultando particolarmente applaudita dai presenti.
Ha
preso poi la parola uno dei direttori del Progetto 7LUNE, la poeta
veneziana Silvia Favaretto, la quale ha salutato il pubblico
presentando musicisti, l’attrice e gli ospiti, spiegando ai
presenti il perchè del Festival, la sua nascita in Repubblica
Dominicana, l’omaggio alle Sorelle Mirabal, la sua conteporaneità
di svolgimento in vari paesi, illustrando le sue parole con un
powerpoint di immagini riguardanti l’apertura del Festival in
Repubblica Dominicana, in India e in Russia. La direttrice del
Progetto 7LUNE ha proseguito spiegando perchè si è scelto di
rappresentare il tema della violenza sulle donne non come un lamento,
ma proponendo una immagine archetipa simbolica della forza della
donna contro qualsiasi forma di violenza: la donnalupa.
É
stata inoltre sottolineata l’importanza di un libro fondante come
quello di Clarissa Pinkola Estés, nella costruzione dell’immagine
della donna selvaggia, estrapolando alcune citazioni dal suo libro
“Donne che corrono con i lupi”, accostate ad immagini, fotografie
e dipinti di artisti ispanoamericani contemporanei. In particolare,
sono state mostrate opere appositamente create per la manifestazione
Grido di donna,
come il dipinto del salvadoregno Pendragón Miranda, il disegno della
messicana Cecilia Rodríguez, il quadro incorniciato (presente nella
sua versione originale) della messicana Concepción García Sánchez,
il dipinto della sempre messicana Michelle Páez, ed altre opere che
esistevano anche prima del festival ma che avevano ad ogni modo una
stretta relazione con la tematica proposta, come le fotografie di
Yomaria del Ángel Castellanos o quelle di Marisol Vera Guerra,
entrambe messicane come anche la pittrice Patricia García.
Un’illustrazione dell’artista italiana Silvia Forzani ha chiuso
questa sezione dell’incontro che è sfociata nella musica
latinoamericana suonata dal vivo dalle ARCOIRIS. La parte seguente è
stata presentata da Lucia Guidrizzi, poeta e docente italiana
collaboratrice del Progetto 7LUNE, che ha offerto una piccola
conferenza accompagnata da foto ed illustrazioni, sull’immagine
dell donnalupa nella letteratura italiana e nell’arte classica,
soffermandosi su autori come lo stesso Carlo Goldoni, Dante e Verga.
Ancora una volta la musica ha accompagnato il passaggio ad un altro
segmento dell’evento nel quale Silvia Favaretto ha mostrato in un
powerpoint gli autoritratti della poeta messicana Marisol Vera Guerra
che fanno parte di un progetto poetico-artistico nel quale esplora il
suo corpo e la sua relazione con l’Io e la maternità. La poeta
veneziana ha proseguito con la lettura in italiano (e in alcuni casi
anche dell’originale in spagnolo) di poesie di scrittrici
ispanoamericane, come Perla Rivera (Honduras), Gioconda Belli
(Nicaragua), Ana María Rodas (Guatemala), Leyla Quintana (El
Salvador), Alfonsina Storni (Argentina), Juana de Ibarbouru
(Uruguay), tutti testi con attinenza al tema della donnalupa. Il tema
archetipo della donna selvaggia era stato precedentemente presentato
in una plaquette del Progetto 7LUNE uscita il primo di marzo, a modi
di “assaggio” di quanto si sarebbe sviluppato nel festival,
contenente poesie tradotte di Elizabeth Carranza (Guatemala), Linda
González (Messico), Eduardo Martínez (Colombia), Carmen Boullosa
(Messico), Caneo Arguinzones (Venezuela), Sandrah Mendoza (Messico),
Eugenia Toledo Renner (Cile) e un’opera dell’artista messicana
Carmen Parada in copertina.
A
seguire è stato presentato il libro “Controcanto” di Lucia
Guidorizzi e la “Prima Antologia di Landai Ispanoamericani. La Luna
e i Serpenti”, dalla quale sono stati letti i landai di Luisa
Isabel García Meriño (Colombia), María Antonieta Flores
(Venezuela), Carolina Torres (Honduras), Marisol Vera Guerra
(Messico) ed il pubblico è stato invitato a pescare da un cestino
viola dei foglietti a forma di serpentello nero in ognuno dei quali
era stato trascritto un diverso landai per ognuna delle autrici
incuse nell’antologia (gratuitamente scaricabile dal web in vari
formati: www.//blog.progetto7lune.it/p/pagina.html)
e che contiene landais di autici dominicane come Jael Uribe, la prima
organizzatrice del Festival Grito de Mujer, ma anche boliviane,
uruguaiane, paraguaiane, peruviane, ecuatoriane, cubane e di ognuno
dei 18 paesi dell’Ispanoamerica. I serpentelli con landai di
diverse nazionalità sono finiti a casa di ognuno dei presenti
all’incontro. Al pubblico è stato mostrato anche un powerpoint con
la realizzazione di speciali “acchiappasogni” realizzati a mano
in Colombia da Eliana García Meriño, appositamente creati per la
presentazione dell’antlogia di landai e battezzati “liberamujeres”
(liberadonne), con appesi serpentelli di cuoio con suscritti landai.
Dopo
un ulteriore intermezzo musicale il pubblico si è aggiunto al
dibattito con interventi su, ad esempio, la pittrice/poeta/modella
messicana Nahui Olin (lettura da parte di Sarah Grimaldi), o su
favore ironiche riguardanti galline che s’innamorano dei lupi come
nel libro di Sandra Moldi “Cosa ci fa un gallina fuori dal pollio”,
o su poesie dedicate alla donnalupa come quelle di Fabia Ghenzovich
(entrambe le autrici, italiane, hanno declamato i propri scritti).
I
presenti hanno confermato con un lungo applauso il clima piacevole e
rilassato della manifestazione, nel quale, secondo alcune
testimonianze, si poteva percepire una forte energia positiva
femminile che, in certi casi, è risultata persino catartica,
liberatrice e rinvigorente.
La
musica, le opere d’arte e i versi ispanoamericani hanno inondato
l’elegante dimora veneziana del principale drammaturgo del XVIII
secolo e il grido delle donne ribelli ha sospinto le gondole nei
canali veneziani, per confluire nelle grida internazionali di tutte
le artiste che durante questo marzo 2015 si sono aggiunte alla lotta
contro la violenza di genere nelle diverse sedi del Festival
Internacional Grito de Mujer.
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